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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità contributivo, quota 100 vedendo come si muove Renzi, ipotesi reali

Sono tante le proposte di cambiamento della legge Fornero, ma resta da scoprire quali saranno realmente applicate nel sistema delle pensioni.




Quando si parla di riforma pensioni nulla va dato per scontato. D'altronde lo rivelano le novità e ultime notizie come non c'è uniformità di vedute sul percorso da intraprendere. Da una parte c'è chi all'interno del governo frena sui possibili cambiamenti alla legge Fornero. Fra di loro ci sono il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, molto vicino alle rigide posizioni di Bruxelles e, nei fatti prima ancora che nelle parole, lo stesso premier Matteo Renzi. Nonostante gli annunci sull'introduzione di misure agevolative per i pensionati con gli assegni più bassi, come l'allargamento della platea dei beneficiari del bonus fiscale di 80 euro, tutto è rimasto fermo. Dall'altra c'è la sinistra del Partito Democratico che da tempo spinge per introdurre vere modifiche nel sistema previdenziale.

Quali? L'andata in pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi, secondo una tabella di incentivi e penalizzazione, così come specificato nel disegno di legge di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, il prestito previdenziale, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro agli over 50 disoccupati, l'introduzione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, l'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo dell'assegno con il metodo contributivo. Appare verosimile immaginare già in primavera un disgno di legge ad hoc sulla questione del contributivo donna per via del passo indietro rispetto all'applicazione della legge del 2004 che consentiva alle donne con 57 anni e 35 anni di anzianità di congedarsi entro il 2015 optando per il sistema contributivo.

In estate potrebbe prendere forma il decreto di istituzione dell'assegno universale ovvero di misure agevolative per chi, a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per il ritiro dal lavoro, si trova in stato di disoccupazione. Infine con la prossima legge di stabilità potrebbero trovare spazio misure più strutturali e valide per tutti.

In questo contesto vanno però tenute in considerazione le notizie che arrivano dai tribunali. Due su tutte: l'esito della class action per la mancata applicazione del contributivo donna e la pronuncia della Corte Costituzionale sull'adeguamento al costo della vita delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo Inps.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il