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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, contributivo da precedenti decisioni Renzi come possono essere approvati

Un crocevia fondamentale lungo il percorso della riforma pensioni è rappresentato dalle prossime pronunce dei tribunali italiani.




Per capire quale direzione possa prendere la riforma pensioni Renzi occorre prestare attenzione sia a quanto accade e Palazzo Chigi e nel Parlamento e sia alle decisioni assunte nei tribunali. Novità e ultime notizie raccontano come più volte e a diversi livelli i giudici sono intervenuti con pronunce decisive. Fra le ultime, ad esempio, c'è stata quella della Corte Costituzionale di non ammettere il referendum abrogativo della legge Fornero. Ed è in corso la class action delle lavoratrici per via della mancata prosecuzione fino al 31 dicembre 2015 dell'applicazione della cosiddetta opzione donna ovvero della possibilità di ritirarsi dal lavoro con qualche anno di anticipo in cambio del calcolo dell'assegno con il sistema contributivo e, dunque, con una riduzione della somma mensile percepita.

Non solo, ma quante volte i tribunali italiani sono stati interessati sui cosiddetti quota 96? Si tratta di quei lavoratori del mondo della scuola che nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

Provando ad allargare lo sguardo anche al di là del recinto delle pensioni, anche su altre questioni centrali è stato fondamentale il ruolo della magistratura. Come nel caso dell'amnistia e dell'indulto, rispetto a cui il governo teme i maxi risarcimenti per via delle migliaia di cause pendenti dinanzi alla Corte europea di Strasburgo dei diritti dell'uomo. E che dire della riforma della scuola che sta subendo un'accelerazione per via della sentenza che obbliga a ridurre il numero dei troppi insegnati precari?

Tornano alla questione delle pensioni, diventano dunque decisivi i prossimi appuntamenti con la giustizia. Nel caso di sconfitta, il governo Renzi potrebbe far saltare il tavolo con tutte le ipotesi di cambiamento avanzate in questi mesi. Quali? Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, scommette nel prestito previdenziale per consentire agli over 50 senza lavoro di andare in pensione con un aiuto economico da restituire integralmente in piccole rate. Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, propone di andare in pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati, secondo uno schema di incentivi e disincentivi. C'è poi il ritorno quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione e il calcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il metodo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il