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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità che potrà condizionare proposte e interventi molto importante

Oggi la Corte Costituzionale deciderà sul riadeguamento al costo della vita delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo.




AGGIORNAMENTO: La consulta ha rimandato la decisione sulle pensioni d'oro e nel giro di 4-8 settimane dovrà dare una risposta. Nell'udienza le parti si sono ancora una volta confrontate, ma sarà difficile che si torni indietro, con una avvocatura dello Stato che ha portato ragioni molto forti per non toccare il prelievo contributivo fatto. Tutto rimane aperto, ma sembra al momento più probabile che il contributo di soliderità rimanga aprendo scenari per il ricalcolo contributivo per tutti, ma anche la possibilità di rispmiare soldi per interventi come quota 100, Mini pensioni, contributivo. Staremo a vedere, sotto nell'articolo, sottostante una speigazioni più dettagliata di perchè questa decisione sarà comunque importante

Fari puntati sulla Corte Costituzionale, oggi 10 marzo 2015 chiamata a pronunciarsi su una questione che avrà dirette conseguenze sulla riforma pensioni Renzi. In ballo, come riferiscono novità e ultime notizie, c'è il riadeguamento all'effettivo costo della vita delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo, stravolto dal governo con l'ultima legge di stabilità. Nel caso di bocciatura del provvedimento approvato dal governo e confermato dal parlamento, infatti, il percorso che conduce al rimodellamento del sistema previdenziale andrebbe rivisto. Tuttavia fra le due soluzioni più estreme (respingimento o accoglimento delle ragioni dei ricorrenti) c'è anche una terza via.

Si tratta del riconoscimento delle tesi sul riadeguamento degli assegni previdenziali al costo della vita, ma non dal 2012 così come richiesto, ma da oggi e senza alcun effetto retroattivo. Solo dopo la pronuncia dei giudici si capirà se è il caso di nutrire speranze sull'applicazione della soglia di quota 100, come somma di anni di contribuzione ed età anagrafica o sull'applicazione a tutti i lavoratori del calcolo dell'assegno con il meno vantaggioso metodo contributivo in cambio dell'uscita anticipata. O, al contrario, se si materializzeranno misure più restrittive per compensare la maggiore spesa previdenziale. In qualche modo la riforma pensioni passa anche dalle decisioni dei giudici.

Altro tassello ancora in fase di aggiustamento da parte del governo Renzi è quello della cassa integrazione. Oggi è finanziata anche con un contributo fisso a carico delle aziende. Il relativo decreto attuativo del Jobs Act renderà mobile la soglia. La forchetta non è stata ancora definita, tuttavia il principio è chiaro: chi fa un massiccio ricorso alla cassa integrazione pagherà l'anno successivo un contributo più alto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il