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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: calcolo età, contributi, assegno quota 100, contributivo, Mini pensione. Differenze

Anticipare l’età pensionabile con prestito pensionistico, uscita a quota 100, staffetta generazionale e part time, sistema contributivo per tutti: le novità per modificare la riforma pensioni Fornero




Anticipare l’età pensionabile con prestito pensionistico, uscita a quota 100, staffetta generazionale e part time, sistema contributivo per tutti: torna sul tavolo del governo, prepotentemente, la necessità di rendere più flessibile l’uscita dal lavoro per tutti e le novità e ultime notizie confermano una sorta di ripresa della discussione sui sistemi da adottare proprio per permettere ai lavoratori che decidessero di andare in pensione prima l’uscita anticipata. Ma vediamo in cosa consistono i piani di nuovo al vaglio del governo. Si torna a parlare di quella forma di prestito pensionistico che era stato già proposto dall’ex ministro Giovannini e ripresentato dall’attuale ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Questo sistema offre la possibilità ad alcune categorie di lavoratori dipendenti di andare in pensione prima qualche anno, due o tre anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale. Si tratta di una somma che comunque il lavoratore riceverebbe al termine della sua vita lavorato riva, né più né meno, ma erogata sotto forma di anticipo che dovrà poi comunque essere restituito una volta che il lavoratore stesso avrà maturato i normali requisiti pensionistici richiesti. Si tratta di una somma di circa 700  euro al mese che sarà restituita attraverso piccole decurtazioni mensili di qualche decina di euro.

 Altra ipotesi alla quale si lavora è l’uscita con quota 100 proposta da Cesare Damiano: si tratta di permettere flessibilità in uscita, su base volontaria, lasciando ai lavoratori la possibilità di scegliere l’età in cui lasciare il lavoro purchè la somma tra età anagrafica ed età contributiva dia come risultato 100. Per esempio, questa soluzione permetterebbe di andare in pensione a 60 anni con 40 anni di contributi, a 62 anni di età con 38 anni di contributi, a 61 anni di età con 39 anni di contributi e così via. Ma si studia anche la possibilità di uscita anticipata con ricalcolo dell'assegno esclusivamente con sistema contributivo. Si tratta di una possibilità concessa finora solo alle donne lavoratrici, sia autonome che private, ma che si vorrebbe estendere anche agli uomini.

Il meccanismo prevede la possibilità di andare in pensione prima, a 57 anni per i dipendenti e a 58 anni per gli autonomi, purchè si siano maturati 35 anni di contributi e si accetti di calcolare la propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, il che significherebbe ricevere una pensione finale ridotta a tutto vantaggio di risparmi che lo Stato potrebbe accumulare nel lungo periodo. I tagli ai calcoli retributivi dovrebbero, infatti, andarsi ad accumulare in risparmi che lo Stato potrebbe accumulare e reimpiegare magari per nuovi interventi sempre in ambito pensionistico o nel welfare. E estendere questa possibilità anche agli uomini significherebbe riuscire a risparmiare ancor di più.

Tra i sistemi in discussione ritenuto tra i più fattibili quello di uscita anticipata con staffetta generazionale e part time: si tratta di concedere al lavoratore la possibilità di scegliere il passaggio da lavoro full time a lavoro part time accettando insieme alla riduzione dell’orario di lavoro anche una riduzione dello stipendio ma mantenendo il regolare pagamento dei contributi previdenziali da parte dell’azienda fino alla maturazione dei requisiti pensionistici richiesti. Questa possibilità varrebbe per coloro cui mancano circa cinque anni al raggiungimento della pensione finale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il