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Pensioni donne, vecchiaia, precoci riforma Governo Renzi: novità calcolo assegno tagliato e requisiti quota 100, contributivo

Come rendere flessibili i requisiti richiesti dalla riforma pensioni Fornero: novità e ultime notizie di nuovo su sistemi di uscita anticipata




Una riforma pensioni del governo Renzi che riesca a rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e riesca a ‘svecchiare’ il mondo occupazionale italiano dove ormai, a causa dell’allungamento dell’età pensionabile imposta dalla riforma pensioni Fornero, ci sono più anziani che giovani. E’ necessario rinnovare e proprio per questo tra le novità e ultime notizie in discussione, sembrano tornati sul tavolo del governo quei piani di uscita anticipata che, a fronte di penalizzazioni e decurtazioni per i lavoratori, permetterebbero a tutti la possibilità di andare in pensione prima. Tra i più fattibili finora detti spiccano il prestito pensionistico e la staffetta generazionale.

Il prestito pensionistico, già proposto dall’ex ministro Giovannini e ripresentato dall’attuale ministro del Lavoro Poletti, prevede la possibilità di prepensionamento per coloro cui mancano due, tre anni dal raggiungimento della pensione finale, con l’erogazione di un anticipo, di circa 700 euro, sulla pensione finale che deve essere restituito una volta maturati poi i normali requisiti pensionistici richiesti. Si tratta di una restituzione che dovrebbe avvenire con piccole trattenute di qualche decina di euro al mese sulla pensione finale. E’ un sistema da molti considerato tra i più fattibili visto che non richiede l’impiego di risorse aggiuntive e non modifica età e contributi richiesti dalla riforma Fornero.

Anche la staffetta generazionale è stata considerata tra i meccanismi più fattibili proprio perché non incide su età e anzianità contributiva richiesta dalla legge Fornero. Questo meccanismo lascia al lavoratore la scelta di passare da lavoro full time a lavoro part time purchè accetti, insieme alla riduzione dell’orario di lavoro, una riduzione dello stipendio. In tal caso, comunque, l’azienda continuerebbe a pagare regolarmente in contributi previdenziali fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici fissati attualmente.

Si tratta di un buon sistema che oltre a permettere prepensionamento a chi non riuscisse a mantenere gli stessi ritmi lavorativi, darebbe anche nuova spinta al mercato occupazionale, soprattutto giovanile, visto che ad ogni part time scelto dal lavoratore più anziano corrisponderebbe una nuova assunzione di un giovane. Torna in ballo anche la proposta di Cesare Damiano di uscita anticipata con quota 100, ipotesi che mette d’accordo tutti i sindacati, ma che a differenza delle precedenti prevederebbe l’impiego di risorse economiche che il governo ha dichiarato ripetutamente di non avere. Con quota 100 il lavoratore potrebbe scegliere l’età di pensionamento anticipato a patto che la somma tra età anagrafica ed età contributiva sia, appunto, 100. E si potrebbe, per esempio, lasciare il lavoro a 60 anni con 40 anni di contributi, a 61 anni di età con 39 anni di contributi o a 62 anni di età con 38 anni di contributi. Nonostante, invece, i vantaggi in termini di risparmi e di lavoro che apporterebbe, è vista invece con timore la proposta di uscita anticipata per tutti con calcolo contributivo.

L’estensione dell’opzione contributivo a tutti permetterebbe anche agli uomini di andare in pensione prima, a 57 anni per i dipendenti e a 58 anni per gli autonomi, con 35 anni di contributi accettando però una pensione ridotta calcolata esclusivamente con sistema contributivo e non più con il vecchio vantaggioso retributivo. Si tratta di un sistema che sul lungo periodo, considerando i tagli alle pensioni finale, permetterebbe allo Stato di accumulare nuove risorse economiche eppure non tutti ne sono d’accordo. Sono diverse, dunque, le discussioni che potrebbero essere avviate su questione previdenziale e flessibilità e bisognerebbe comunque partire da eventuali nuovi incontri tra sindacati e governo in modo da riuscire, una volta per tutte, a trovare soluzioni condivise e che possano essere effettivamente messe in atto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il