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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: modifiche e proposte ufficiali in newsletter di Renzi confermate in ambito sociale

La riforma pensioni non decolla anche se il premier Matteo Renzi fa generici riferimenti alla questione sociale nell'ultima sua newsletter.




Nella newsletter spedita agli iscritti e pubblicata sul suo sito personale, il premieri Matteo Renzi traccia un bilancio di queste ultime settimane di governo e, sebbene non citi mai novità sulla riforma pensioni, fa un riferimento alle questioni sociali e alle ultime notizie. C'è anche un passaggio dedicato alla riforma della pubblica amministrazione, che potrebbe avere conseguenze anche sul lavoro e sulla previdenza nel settore privato. Renzi ricorda come in settimana la Commissione al Senato dovrebbe dare il via libera al disegno di legge Madia "che introduce molte novità e dovrebbe semplificare il quadro. Nelle prossime settimane date un occhio a ciò che accadrà sull'innovazione".

La strada è oggettivamente molto lunga e non è detto che si concluda con il risultato sperato. Basti pensare a quel decreto previdenza di cui aveva parlato Renzi e a cui non è stato dato alcun seguito. Stesso trattamento per l'estensione ai pensionati con assegni più bassi del bonus di 80 euro nella falsariga di quanto accade con i lavoratori dipendenti e assimilati. E poi ci sono le solite ragioni economiche, legate alle politiche di Bruxelles di stare attenti ai conti, che frenano l'introduzione di cambiamenti nella leggero Fornero.

Eppure le proposte di cambiare le regole della previdenza sono tante e anche a costi limitati per lo Stato. Qualche esempio? L'applicazione di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione; l'introduzione del prestito previdenziale per consentire il congedo dal mondo del lavoro agli over 50 disoccupati privi di sussidi e cassa integrazione; l'estensione agli uomini del calcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo che permetterebbe di aprire al ricambio generazionale. C'è poi il disegno di legge di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, per consentire l'uscita a 62 anni di età e 35 anni di contributi secondo una tabella di incentivi e disincentivi.

Di certo ci sono le nuove misure per i neoassunti, per cui è previsto il reintegro solo con licenziamento discriminatorio o disciplinare quando il fatto contestato non sussiste. Al posto del reintegro scatta ora l'indennizzo. Dal primo maggio chi perde il lavoro e ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni avrà diritto a un sussidio pari alla metà delle settimane. Per il 2015 trattamento di disoccupazione per i cocopro (Dis-coll), e assegno a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato impiego e si trova in una condizione di bisogno (Asdi).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il