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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: in discussione in riforma PA quota 100, Mini Pensione, contributivo, staffetta

Torna in discussione la riforma della P.A. e con essa riforma pensioni ed eventuali novità per legge Fornero: quali le possibili modifiche? Previsioni




Dovrebbe riprendere questa settimana la discussione sulla Riforma della Pubblica Amministrazione, con un disegno di legge studiato dalle Commissioni, che al momento non prevede interventi su pensioni e prepensionamenti, che nella prima bozza c’erano e lo stesso ministro Marianna Madia aveva parlato della necessità di ‘svecchiare’ il comparto della pubblica amministrazione, non solo per dare spazio ai nuovi giovani ma anche per dare nuovo impulso alla produttività. Ma le novità e ultime notizie confermano il silenzio in merito anche se, vista la necessità di interventi sulla riforma pensioni Fornero, i vari partiti potrebbero proporre nuovi emendamenti.

Si tratterebbe di provvedimenti nati anche sulla scia di misure di prepensionamento già messe in atto in singole regioni, basti pensare ai dipendenti in esubero delle province, per cui si punta ad una soluzione universale per tutti, in modo da evitare anche possibili discriminazioni e, di conseguenza, ricorsi. E la speranza è che se davvero venissero avanzate nuove proposte per modifiche pensionistiche per gli statali, possano allora arrivare novità anche per i privati, proprio per evitare diseguaglianze.

E’ lo stesso discorso di cui si parlava già un anno fa quando si iniziava a mettere mano alla riforma della P.A. e il ministro Madia apriva alla possibilità di prepensionamento per i lavoratori del pubblico impiego che avrebbe dovuto prevedere “brevi anticipazioni” rispetto ai requisiti della riforma pensioni Fornero. Il provvedimento prevedeva per tutti i lavoratori, pubblici e privati, la possibilità di andare in pensione in anticipo rispetto ai 66 anni e 3 mesi fissati legge Fornero, uscendo a 57 anni con 35 di contributi per i lavoratori dipendenti e a 58 anni sempre con 35 di contributi per gli autonomi, accettando un assegno finale interamente calcolato con il metodo contributivo, cioè in base ai contributi versati, e non più con il vantaggioso sistema retributivo.

La proposta anticipava, dunque, il sistema di uscita flessibile con sistema contributivo di cui si è tanto parlato in questi ultimi mesi, ma da estendere a tutti, lavoratori pubblici e privati, uomini e donne, e che permeterrebbe, a fronte di prepensionamenti e tagli alle pensioni, di dare nuovo slancio all’occupazione giovanile, visto che con l’uscita dei lavoratori più anziani si libererebbero posti di lavoro, e di accumulare nuovi risparmi derivanti proprio dai tagli agli assegni pensionistici calcolati con metodo contributivo. Sistema che potrebbe essere affiancato anche dal piano di uscita con quota 100, con prestito pensionistico, o con staffetta generazionale e part time, ugualmente già proposta lo scorso anno dal ministro Madia, poi finita nel dimenticatoio e tornata alla ribalta qualche mese fa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il