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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità calcolo assegno tagliato ed età contributivo,quota 100,prestito

Andare in pensione anticipata con sistemi di prepensionamenti diverso: quali sono, cosa prevedono e come modificherebbero la riforma pensioni Fornero. Le ultime notizie




I sindacati chiedono un nuovo incontro con il governo, il ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato che incontrerà i sindacati per discutere di riforma delle pensioni, precisando che “un incontro non è ancora stato fissato ma tra qualche giorno ci vedremo”, e le forze politiche si preparano a riprendere il tema della riforma pensioni Fornero cercando di arrivare finalmente all’approvazione di uno di quei piani di uscita anticipata di cui si è tanto discusso in quest’anno di governo Renzi, da prestito pensionistico o mini pensione, a uscita a quota 100, estensione del sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale e part time, sistemi che modificherebbero i requisiti pensionistici attuali rendendoli più flessibili. Ma non tutti.

Tra i più fattibili, secondo molti, prestito pensionistico e staffetta generazionale che non richiederebbero risorse ulteriori e non toccherebbero età e contributi della legge pensionistica attuale. In particolare, cin il prestito pensionistico, il lavoratore avrebbe la possibilità di andare in pensione due o tre anni prima rispetto ai 66 anni oggi fissati ricevendo un anticipo di circa 700 euro sulla pensione finale, somma che però dovrà restituire un volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti attualmente. La restituzione avverrebbe attraverso piccole decurtazioni mensili di qualche decina di euro.

Passando alla staffetta generazionale, invece, prevede la possibilità per il lavoratore di scegliere il passaggio da lavoro full time a lavoro part time, riducendo, insieme all’orario di lavoro, lo stipendio ma continuano a ricever da parte dell’azienda il regolare pagamento dei contributi previdenziali fino alla maturazione dei requisiti necessari per l’accesso alla pensione, sistema considerato buono anche per il ricambio generazionale al lavoro cui darebbe vita. Altra alternativa in discussione di nuovo, la proposta di Cesare Damiano di uscita anticipata con quota 100, che però, rispetto ai precedenti sistemi, prevede l’impiego di soldi che,, come ben si sa ormai, il governo ha chiaramente fatto sapere di non avere.

L’uscita a quota 100 è quella che però sembra mettere tutti d’accordo, soprattutto i sindacati, perché dà al lavoratore di scegliere l’età di pensionamento anticipato purchè la somma tra età anagrafica e contributiva sia, appunto, 100, lasciando, per esempio, il lavoro a 60 anni con 40 anni di contributi, a 61 anni di età con 39 anni di contributi o a 62 anni di età con 38 anni di contributi. E c’è poi la proposta di pensione anticipata con estensione dell’opzione contributivo a tutti, non solo alle donne.

Questa possibilità permetterebbe a tutti, donne e uomini, lavoratori pubblici e privati, di lasciare prima il lavoro, a 57 anni per i dipendenti e a 58 anni per gli autonomi, con 35 anni di contributi accettando però una pensione minore calcolata esclusivamente con sistema contributivo e non più con il vecchio retributivo, decisamente più vantaggioso, sistema che permetterebbe, nonostante l’iniziale impiego di risorse economiche in più, risparmi per lo Stato nel lungo periodo, che potrebbero permettere ulteriori interventi previdenziali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il