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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: prestito, contributivo,quota 100 quali sono compresi da Renzi in interventi sociali

Nuovo programma di interventi su riforma pensioni Fornero: possibili tappe e modifiche. Cosa cambieranno realmente? E quando?




Mente si attende ancora una risposta del governo alla proroga dell’opzione contributivo donna per tutto il 2015, mentre si attendono ancora soluzioni definitive per chiudere i casi esodati e quota 96 della scuola, inizia a prospettarsi un nuovo programma di interventi sulla riforma pensioni Fornero che potrebbe essere scandito in diverse fasi. All’inizio dell’anno si attendeva a breve, si era detto, un decreto previdenziale che avrebbe dovuto contenere tagli e revisioni di pensioni di invalidità e reversibilità, nonché di baby pensioni. E si attendeva anche l’arrivo immediato della riforma della governance dell’Inps stesso.

Ma finora nulla di tutto ciò è stato fatto e i tempi di intervento, secondo le novità e ultime notizie, potrebbero slittare all’estate. E’ probabile, infatti, che il decreto previdenziale annunciato arrivi per l’estate, sempre con quei provvedimenti volti a rendere il sistema previdenziale attuale più equo e sostenibile, e con contestuali aumenti delle pensioni minime, magari estendo il bonus di 80 euro anche ai pensionati, e che arrivi anche un decreto povertà in cui potrebbe essere incluso quell’assegno universale annunciato dal ministro del Lavoro Poletti e che dovrebbe ricalcare il sostegno previsto dal reddito minimo di cittadinanza già proposto dal M5S.

Il reddito minimo prevede l’erogazione di un assegno di circa 780 euro al mese a persone che vivono in forte condizione di difficoltà economica e a pensionandi che rischiano di perdere il lavoro. Una nuova forma di aiuto, dunque, a coloro che stanno pagando maggiormente il prezzo della crisi in Italia. Solo in un secondo momento si dovrebbe passare alla definizione di quei piani di uscita anticipata per tutti per garantire quella maggiore flessibilità, professata, e da tutti ancora attesa. Il tutto potrebbe essere rimandato alla prossima Legge di Stabilità o anche oltre.

Bisogna innanzitutto decidere su quale sistema puntare, più vantaggioso dal punto di vista di costi ed eventuali risparmi che garantirebbe allo Stato stessa, e quindi passare ad una sua definizione, in modo da riuscire a garantire a tutti e non solo a determinate categorie di lavoratori la possibilità di prepensionamento.

Del resto, il premier Renzi stesso, nella newsletter pubblicata sul suo sito personale, fa un riferimento alle questioni sociali e alle ultime notizie sulle pensioni, ammettendo un ritardo di interventi sulla questione previdenziale, a causa delle difficoltà economiche e delle politiche Ue attente ai conti e che frenano interventi sulla leggero Fornero. Ma ammette anche che le proposte per intervenire sono tante e diverse, alcune con costi decisamente limitati per lo Stato, come il piano di uscita a quota 100, con prestito pensionistico o estendendo il sistema contributivo per tutti, eppure tutto è ancora  molto vago in merito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il