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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità contributivo, mini pensione, quota 100 con sostegno a sorpresa

Fra i sostenitori della riforma pensioni c'è anche Confindustria. Non si tratta di una posizione che deve sorprendere. Le novità.




La riforma pensioni Renzi è invocata a più livelli. C'è quello politico, chiesta con maggior vigore dalla sinistra del Partito Democratico, spesso in disaccordo con le scelte moderata in ambito sociale da parte del premier Matteo Renzi. C'è quello sindacale con le tre sigle sempre più convinta dell'indispensabile della revisione della legge Fornero nel segno della flessibilità così da favorire l'uscita anticipata. E c'è quello, apparentemente più a sorpresa, degli industriali. L'ultimo a esprimersi è stato il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, secondo cui l'attuale impianto normativo sulla previdenza va necessariamente rivisto. Non si tratta di una novità assoluta poiché già in passato l'associazione degli industriali aveva chiesto interventi specifici. Già alcuni fa aveva indicato nel ricambio generazionale la condizione essenziale per far ripartire l'economia del Paese.

Per ora Confindustria ha incassato le nuove favorevoli disposizioni della riforma del lavoro, a iniziare dal collocamento. Il provvedimento relativo al salario minimo dovrebbe essere inserito in uno dei prossimi decreti in attuazione del Jobs Act. In particolare quello riguardante le politiche atte a ricollocare i lavoratori usciti dal ciclo produttivo. Il testo dovrebbe riscrivere le regole sul collocamento e dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri nel giro di qualche settimana. Dal 7 marzo sono entrati in vigore i decreti legislativi 22 e 23, ossia il nocciolo duro della riforma. I due test prevedono il nuovo contratto a tutele crescenti, la riforma degli ammortizzatori sociali, ma soprattutto il superamento dell’articolo 18 e il demansionamento.

Cambia il regime in tutela di licenziamento illegittimo con l’indennizzo al posto del reintegro. Per quanto riguarda i nuovi ammortizzatori sociali, entra in vigore la Naspi, che prende il posto di Aspi e miniAspi, per i disoccupati con almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti. La Naspi avrà una durata massima di 24 mensilità (18 dal 2017), con un importo massimo di 1.300 euro (dal quarto mese scatta una riduzione del 3% al mese).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il