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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità modifiche inseribili per tutti in riforma PA a breve in Aula

La questione della riforma pensioni Renzi continua a rimanere un libro aperto. Quali sono novità e ultime notizie alla luce della riforma pubblica amministrazione?




Seppur non ci siano per ora misure specifiche, il passaggio parlamentare del fascicolo sulla pubblica amministrazione può avere conseguenze importanti per la riforma pensioni. Da una parte non sono da escludere emendamenti sulla questioni dei prepensionamenti degli statali, che continua a rimanere una questione centrale per via degli esuberi e della mobilità. Dall'altra lavoratori pubblici e privati sono legati dal filo dell'uguaglianza. Almeno a livello teorico, infatti, non ci possono essere disparità di trattamento per cui il trattamento previdenziale immaginato per i dipendenti della pubblica amministrazione non può avere una corsia preferenziale rispetto a quello di tutti gli altri.

Chiuso questo capitolo, il percorso della riforma pensioni Renzi potrebbe articolarsi in tre fasi. La prima azione potrebbe andare nella direzione del contributivo donna ovvero scrivere la parola fine all'incertezza che caratterizza la questione dell'uscita anticipata entro il 31 dicembre 2015 in cambio del calcolo dell'assegno con il metodo contributivo. Poi, in estate, sarebbe il turno dell'introduzione del reddito minimo o dell'assegno universale. Infine con la legge di stabilità arriverebbe il turno di misure più generali come l'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione come requisito da raggiungere andare in pensione.

A proposito di pubblica amministrazione, nuovi passi in avanti nel pagamento dei debiti arretrati. Al 30 gennaio 2015 sono risultate pari a 42,8 miliardi di euro le risorse erogate dallo Stato agli enti debitori contro i 40,1 miliardi al 31 ottobre 2014. I pagamenti effettuati ai creditori ammontanoa 36,5 miliardi di euro, con un aumento del 12% rispetto alla rilevazione della fine dell'ottobre scorso (quando erano 32,5 miliardi di euro). Nell'ultimo periodo - spiega il Tesoro - si è anche ridotta la differenze tra le somme erogate agli enti debitori e quanto da queste è stato utilizzato per pagare i rispettivi debiti. Questo indica che si va esaurendo lo stock di debito patologico accumulato dalle amministrazioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il