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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità affermazioni Messina, Gagnarli, Padoan, Poletti, Boeri e Galli

Tante ancora le ipotesi, le proposte e i piani di intervento sulla riforma pensioni Fornero e diverse le posizioni di esponenti politici e non solo: quali sono e novità




Si è chiusa una nuova settimana particolarmente interessante per quanto riguarda discussione previdenziale e modifiche richieste alla riforma pensioni Fornero. Tante le novità e ultime notizie che arrivano dalle dichiarazioni di diverse forze politiche. L’ultima novità p che insieme ai piani di uscita anticipata arriva anche il nuovo reddito minimo garantito o, come chiamato dal ministro Poletti, assegno universale.

Sul reddito minimo, che dovrebbe ricalcare quanto già proposto dal M5S ed essere indirizzato a persone particolarmente in difficoltà nonché a pensionandi che perdono il lavoro, il deputato Pd Galli chiede proprio di definire le categorie di persone per cui dovrà valere il reddito minimo, visto che “l’obiettivo deve essere quello di includere nel mondo del lavoro e non quello di mantenere chi non lavora. Se si pensa ad una forma di sostegno non collegato alla perdita del lavoro, mi sembra impossibile sia per il costo sia per gli effetti sociali che esso provocherebbe”.

Diverso invece l’obiettivo della deputata del M5S Gagnarli che chiede al governo risposte sulla proroga dell’opzione donna fino al 31 dicembre 2016, per le lavoratrici i cui requisiti pensionistici anagrafici e contributivi maturano entro e non oltre il suddetto termine del 31 dicembre 2016, mentre Ignazio Messina dell’IdV ha presentato un nuovo disegno di legge con proposta di pensione anticipata a 60 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 10% sull’assegno finale, che diminuiscono man mano che si raggiungono i 66 anni di età. Previsti anche incentivi per chi decide di andare pensione dopo i 66 anni di età e fino ai 70 anni.

Nuove proposte sulla riforma pensioni Fornero arrivano dal presidente dell’Inps Boeri che tra le misure annunciate ha anche inserito il reddito minimo garantito Tema più delicato, il nodo dei pensionamenti anticipati, nonché della busta arancione che permetterà di conoscere il proprio futuro pensionistico che si potrà calcolare in base alle condizioni attuali. Per quanto riguarda, invece, il ricalcolo contributivo, Boeri precisa che, da una parte, potrebbe garantire un  risparmio di spesa da parte dello Stato e, dall’altra, la possibilità di pensione anticipata che permetterebbe un ricambio generazionale nel mondo del lavoro, il che significherebbe dare nuovo impulso all’occupazione.

“Dobbiamo mettere mano alla riforma Fornero, trovando una prima risposta che è quella verso le persone che sono avanti con l’età, hanno perso il lavoro ma non hanno i requisiti per andare in pensione” ha annunciato il ministro Poletti, anticipando un nuovo incontro con i sindacati, e rispondendo a quanti, come il mondo degli imprenditori, premono perché il governo metta a punto sistemi di uscita anticipata per tutti. Apre ad un nuovo incontro con ministro del Lavoro Poletti e presidente dell’Inps Boeri il ministro dell’Economia, da sempre contrario a interventi sulla riforma Fornero, convinto che sia l’unica legge capace di garantire sostenibilità economica all’Italia in questo particolare momento di crisi.

Cesare Damiano, invece, appoggiato dai sindacati, continua a rilanciare le sue proposte di uscita con quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, incitando il governo a darsi da fare per lavorare seriamente sulle pensioni, perché è ormai arrivato il momento di dare risposte concrete non solo a quanti sono stati penalizzati dall’attuale legge pensionistica ma anche a quanti temono per il loro futuro pensionistico, senza considerare la necessità, ormai urgente, di chiudere il caso dei quota 96 della scuola, con una soluzione definitiva che consenta ai 4mila lavoratori della scuola di lasciare finalmente il lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il