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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: dichiarazioni Galli, Gagnarli, Messina, Padoan, Boeri, Poletti

E’ stata un’altra settimana particolarmente interessante per quanto riguarda la discussione sulla riforma pensioni Fornero: le ultime dichiarazioni di forze politiche e non




E’ stata un’altra settimana particolarmente interessante per quanto riguarda la discussione sulla riforma pensioni Fornero e le necessarie modifiche da attuare e crescono le voci di coloro che chiedono interventi. Insieme a partiti politici e forze sociali, anche gli imprenditori hanno chiesto al governo di rimettere mano alle pensioni e ora bisognerà capire come l’esecutivo ha intenzione di muoversi realmente. La deputata Chiara Gagnarli del M5S continua a chiedere al governo risposte sulla proroga del contributivo donna fino al 31 dicembre 2016, richiesta che era stata già avanzata da Sel con emendamento al Milleproroghe che, però, è stato bocciato.

L’auspicio è che l’esecutivo faccia dietrofront estendendo anche oltre il 2015 la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni di età e 35 di contributi, accettando una pensione ridotta, calcolata con sistema contributivo. Secondo Giampaolo Galli del Pd, non è necessario demonizzare la riforma Fornero, basta solo correggerne le storture e sull’ipotesi di reddito di cittadinanza precisa che bisogna innanzitutto chiarire a chi deve essere indirizzato. Bisognerebbe indirizzarlo alle persone nel mondo del lavoro a non a chi non lavora.

Questione previdenziale ancora aperta per Ignazio Messina di IdV, che ha presentato un disegno di legge per l’uscita anticipata dal lavoro a 60 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi a fronte di una riduzione dell’assegno pensionistico nella misura del 10 % che si riduce in maniera progressiva fino al raggiungimento dei 65 anni di età o, in alternativa, 62 anni di età e 40 anni di versamenti contributivi. Previsti anche incentivi per i lavoratori che decidono di andare in pensione dopo i 66 anni di età fino ai 70 anni.

La proposta è quella di una flessibilità in uscita sulla base dei contributi versati e dell’età anagrafica tra i 60 e i 70 anni con incentivi e disincentivi, con possibilità di riconoscere alle donne lavoratrici la parte contributiva mancante per la maternità o i servizi di cura alla famiglia. Spinta a nuovi interventi reali sulle pensioni potrebbe arrivare dal presidente dell’Inps Boeri, intenzionato, sin dall’inizio, a modificare le pensioni e rendere il sistema pensionistico italiano più equo, partendo dalla riforma della governance dell’Inps, per arrivare alla proposta di ricalcolo contributivo che permetterebbe di accumulare risorse pubbliche per nuove modifiche sulle pensioni.

Dopo mesi di contrarietà, anche il ministro dell’Economia Padoan potrebbe aprire a possibilità di dialogo e confronto su interventi sulle pensioni. Intervenendo a Ballarò, infatti, il ministro dell’Economia ha annunciato: “Ci vedremo con il ministro Poletti e con il presidente Boeri nelle prossime settimane”. In discussione il sistema di ricalcolo contributivo che potrebbe permettere accesso alla pensione anticipata con assegni, però, inferiori.

Il ministro del Lavoro Poletti, intanto, ha annunciato entro giugno misure contro la povertà, tra cui potrebbe rientrare quell’assegno universale per chi vive in condizioni di forte difficoltà e chi resta senza lavoro ma cui manca ancora qualche anno per il raggiungimento della pensione.  Per quanto riguarda, invece, misure di intervento sulla riforma pensioni Fornero e forme di flessibilità in uscita, Poletti annuncia nuova disponibilità da parte del governo e un nuovo incontro prossimo con i sindacati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il