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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: cosa può cambiare con l'attuale evoluzione dei partiti e nuove proposte politica

Governo Renzi pronto a rimettersi a lavoro per modificare la riforma pensioni Fornero: le novità dell’ultima settimana e nuove proposte




Governo Renzi pronto a rimettersi a lavoro per modificare la riforma pensioni Fornero e definire soluzioni di uscita anticipata per tutti, come continuano a richiedere ormai da un anno partiti politici, forze sociali ma anche i giovani imprenditori di Confindustria ormai. E le novità e ultime notizie di questa settimana potrebbero definire nuovi scenari di intervento. Avvenimento importante degli ultimi giorni, in ambito politico, è certamente stata l’assoluzione di Silvio Berlusconi, fatto che ridarà nuova forza al partito di Forza Italia e che potrebbe giocare un ruolo importante nel percorso di modifica alle pensioni.

Forza Italia è da sempre, infatti, favorevole a modifiche delle legge Fornero, puntando soprattutto sugli aumenti delle pensioni minime e se dovesse riprendere il percorso di riforma condivise tra Berlusconi e il premier Renzi, certamente sarebbe questo un altro aspetto su cui si punterebbe particolare attenzione.

Dal canto loro, minoranze Pd, Sel IdV sono tutti d’accordo su interventi alle pensioni, seppur con piani diversi, ma il premier Renzi ha più volte dimostrato che, indipendentemente dalle posizione dei partiti politici, con il suo governo riesce comunque ad arrivare lì dove vuole, come accaduto per Riforma del Lavoro e Jobs act, e riforma Costituzionale, segno che se si dovessero definire piani di intervento che non richiedono particolari costi e che possano garantire flessibilità a tutti, probabilmente il governo percorrerebbe tale strada in ogni modo.

Intanto, si susseguono ancora proposte di modifiche, dall’uscita anticipata a 60 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi con penalizzazioni, o incentivi per chi decide di rimanere a lavoro oltre i 66 anni e fino ai 70 anni, di IdV; alle forme di flessibilità e al reddito di cittadinanza avanzato anche da Giampaolo Galli, deputato Pd, che ha chiesto, però, definire a chi erogarlo eventualmente, perchè “Quando si parla di reddito di cittadinanza bisogna in primo luogo chiarire a quale perimetro si dovrebbe applicare. Se si pensa ad una forma di sostegno non collegato alla perdita del lavoro, mi sembra impossibile sia per il costo sia per gli effetti sociali che esso provocherebbe in un paese dove la partecipazione al lavoro è già bassa. Se quindi si tratta di un sussidio alla disoccupazione non vedo grandi differenze rispetto all’Aspi che il Jobs Act ha varato”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il