BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità interventi Galli, Messina, Boeri, Gagnarli,Padoan,Poletti,Boeri

Maggiore flessibilità in uscita e reddito minimo garantito, tra decreto povertà e prossima Legge di Stabilità: come e quando può cambiare la riforma pensioni Fornero. Le novità




Maggiore flessibilità in uscita e reddito minimo garantito, tra decreto povertà e prossima Legge di Stabilità: queste le prossime tappe fissate per modificare la riforma pensioni Fornero, queste le novità e ultime notizie trapelate dopo una intensa settimana di interventi e dichiarazioni da parte di diverse forse politiche. La necessità è sempre quella di rivedere le norme della riforma Fornero, che dal 2012 stanno fortemente penalizzando i lavoratori. L’Italia dei Valori ha presentato un nuovo disegno di legge per l’uscita anticipata a 60 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 10% sull’assegno finale, riduzioni che diminuiscono in maniera progressiva fino ai 66 anni di età. Il disegno di legge prevede anche incentivi per chi decide di accedere alla pensione dopo i 66 anni di età fino ai 70 anni.

Ignazio Messina ha spiegato che si tratta di una proposta flessibile per garantire prepensionamenti sulla base dei contributi versati e dell’età anagrafica tra i 60 e i 70 anni con incentivi e disincentivi, riconoscendo alle donne lavoratrici quella parte contributiva mancante per la maternità o i servizi di cura alla famiglia. Interviene, invece, sul reddito minimo garantito il deputato Pd Galli, che chiede innanzitutto di definire le categorie di persone cui dovrà essere indirizzato, visto che “l’obiettivo deve essere quello di includere nel mondo del lavoro e non quello di mantenere chi non lavora. Se si pensa ad una forma di sostegno non collegato alla perdita del lavoro, mi sembra impossibile sia per il costo sia per gli effetti sociali che esso provocherebbe. Se quindi si tratta di un sussidio alla disoccupazione non vedo grandi differenze rispetto all’Aspi che il Jobs Act ha varato”.

La deputata del M5S Gagnarli punta invece su risposte dal governo all’estensione dell’opzione donna fino al 31 dicembre 2016, per le lavoratrici i cui requisiti pensionistici anagrafici e contributivi maturano entro e non oltre il suddetto termine del 31 dicembre 2016. Apre ad un nuovo incontro con ministro del Lavoro Poletti e presidente dell’Inps Boeri il ministro dell’Economia che, dopo aver più volte ribadito la sua contrarietà a qualsiasi intervento sulla riforma pensioni Fornero, sta prendendo in considerazione la possibilità di discussione di uscite anticipate con assegni inferiori; mentre il presidente Inps Boeri continua a puntare su riforma della governance dell’Inps e di ricalcolo contributivo per chi percepisce ricche pensioni.

“Dobbiamo mettere mano alla riforma Fornero, trovando una prima risposta che è quella verso le persone che sono avanti con l’età, hanno perso il lavoro ma non hanno i requisiti per andare in pensione. Questa categoria di persone non fa riferimento agli esodati”: queste invece le ultime dichiarazioni del ministro Poletti che, annunciando un nuovo incontro con i sindacati, ha proposto un assegno universale che si modulerebbe sulla scia del reddito minimo di cittadinanza già proposto dal M5S. Per quanto riguarda invece una maggiore flessibilità in uscita, secondo Poletti bisognerebbe rivolgere un occhio al 2016, quando l’età pensionabile aumenterà ancora ed è proprio di fronte a nuovi aumenti di età e contributi che sindacati partiti e industriali premono perché si intervenga con sistema di uscita anticipata.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il