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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, su interventi e modifiche è scontro sempre più forte nel PD su proposte

Si alternano le discussioni sulla questione previdenziale tra le diverse proposte avanzate dai diversi partiti politici: novità e ultime notizie su riforma pensioni




Si alternano le discussioni sulla questione previdenziale tra le diverse proposte avanzate dai diversi partiti politici ma le novità e ultime notizie sembrano decisamente confuse. L’obiettivo comune è quello di modificare la riforma pensioni Fornero, rendendo le norme attuali più flessibili per tutti ma le strade sono diverse. E le voci più autorevoli restano ancora in silenzio: stiamo parlando del premier Renzi, che non si è mai espresso direttamente sulla questione pensioni in quest’ultimo periodo, considerando la mancanza di soli e che ora probabilmente attende l’effetto della nuova operazione di Qe della Bce, ma che, in generale, condivide il piano di lavoro del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che lui stesso ha voluto, senza dimenticare l’appoggio necessario dell’Ue.

Molto cauto, causa Ue, anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che si è detto nuovamente pronto ad aprire a discussioni per modificare una legge Fornero che deve essere certamente corretta in qualche sua parte, e che ha annunciato un nuovo decreto sociale e povertà che la misura dell’assegno universale potrebbe riandare le altre forme di uscita anticipata e flessibile alla prossima Legge di Stabilità e ad interventi singoli non universali.

E, mentre il ministro Poletti annuncia nuovi interenti e un nuovo incontro con i sindacati sulle proposte utili per correggere la legge Fornero e risolvere il problema esodati, il presidente della commissione Lavoro Damiano, rilancia sulla quota 100, spiegando che se venisse approvata, si tornerebbe al sistema delle quote della pensione di anzianità prima della riforma Fornero, soluzione che piace a pensionandi e sindacati, ma meno al governo visto che richiederebbe un impiego di risorse più elevate rispetto a quelle che servirebbero per l’approvazione di altri piani di uscita anticipata. Il problema è agire ma con una riforma a costo zero. Dubbi, invece, sul meccanismo di Boeri secondo cui si potrebbe permettere l’uscita anticipata a fronte di pensioni più basse.

Altra questione rilanciata da Cesare Damiano, quella dei nuovi poveri, per cui, dice, “è necessario intervenire utilizzando più strumenti idonei a cogliere la specificità delle varie platee interessate”, come il reddito di cittadinanza, già proposto dal M5S, utile per sostenere quelle “categorie che si trovano al di sotto dei livelli di sussistenza. Rimanere senza reddito per quattro o cinque anni condanna all’emarginazione”.

Continua, invece, a rilanciare sul ‘suo’ prestito pensionistico, l’ex ministro del Lavoro Giovannini, che aveva parlato di questa possibilità come anticipo da ricevere sulla pensione finale e da restituire poi una volta maturati i normali requisiti pensionistici. Piuttosto incerta la posizione del ministro dell’Economia Padoan che, da sempre contrario a qualsiasi intervento sulla riforma pensioni Fornero,qualche giorno fa ha annunciato di essere disponibile ad un incontro sulla materia con ministro Poletti e presidente Boeri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il