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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità quota 100, contributivo, Mini Pensioni della settimana

Dopo riforma del Lavoro e riforma della Scuola, l’attenzione del governo inizia ad orientarsi concretamente alla riforma pensioni: novità e ultime notizie




Dopo riforma del Lavoro e riforma della Scuola, l’attenzione del governo inizia ad orientarsi concretamente alla riforma pensioni, nel tentativo di modificare le norme della riforma pensioni Fornero, su cui spingono da tempo ormai forze sociali e politiche e a cui in quest’ultima settimana si sono aggiunti anche i giovani imprenditori.

Le novità e ultime notizie riportano infatti nuove dichiarazioni e richieste da parte del presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, che auspica si riprenda presto la discussione sulla riforma pensioni Fornero. E, mentre il ministro del Lavoro Poletti ha annunciato un nuovo incontro con i sindacati, consapevole che “la legge Fornero è stata fatta male e dobbiamo metterci mano”, gli interventi per rivedere il sistema previdenziale e renderlo più flessibile ripartono da quei piani di uscita anticipata con prestito pensionistico, quota 100, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale e part time, ormai ben noti.

La domanda è quando realmente si potranno vedere realizzati tali meccanismi ma la risposta non è poi così confortante: secondo le anticipazioni, infatti, e quanto lasciato intendere dal ministro Poletti stesso, interventi in tal senso potrebbero essere contenuti nella prossima Legge di Stabilità, ma il piano di riforma delle pensioni dovrebbe partire dall’estate. Le attese sono per il decreto previdenziale, che come sappiamo dovrebbe contenere tagli e modifiche di pensioni di reversibilità e invalidità e di baby pensioni, e per il decreto povertà che, invece, dovrebbe contenere l’assegno universale di cui ha parlato proprio in questi giorni il ministro Poletti e che dovrebbe ricalcare il meccanismo del reddito minimo di cittadinanza proposto dal M5S e destinato a persone in forte difficoltà e a pensionandi che perdono il lavoro.

Si tratta di lavoratori che rischiano di perdere il lavoro ma prossimi alla pensione e che potrebbero ritrovarsi senza stipendio e senza pensione, rischiando di diventare un nuovo caso sociale. Tornando ai sistemi di uscita anticipata, si divido comunque partiti e sindacati su quelli da approvare. Mentre, infatti, ci sono coloro che, come parte di sindacati, Cesare Damiano ed altri, spingono sull’uscita a quota 100, che permetterebbe al lavoratore di scegliere a che età andare in pensione, per esempio a 60 anni di età e 40 di contributi, a 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, a patto che il risultato della somma tra età anagrafica ed età contributiva dia 100, c’è chi punta sul prestito pensionistico, come ministro Poletti, sottosegretario Baretta, perché permetterebbe un’uscita anticipata di due, tre anni rispetto ai 66 anni fissati dalla Legge Fornero, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, che dovrebbe essere di circa 700 euro, da restituire poi una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti.

Ma tra le soluzioni migliori di flessibilità ci sarebbe anche quella di staffetta generazionale e parti time, su cui puntano anche gli imprenditori e che, al pari del prestito pensionistico, non incide su età e contributi richiesti dalle attuali norme Fornero, per cui non interferisce con quella riforma che riesce a garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021.

Meno probabile, invece, che si proceda all’approvazione dell’estensione del sistema contributivo per tutti, nonostante i risparmi che permetterebbe di far accumulare allo Stato nel lungo periodo. Per questo meccanismo servirebbe un impiego iniziale di risorse che, si dice, non ci siano. Anche se ora qualche novità potrebbe arrivare vista l’operazione di Qe stabilita dalla Bce e nuove possibilità di soldi per l’Italia. Il punto è capire quali sono le reali intenzioni del governo sulle pensioni, come vuole agire e da cosa partire. E per scoprirlo dovremo innanzitutto aspettare l’estate per vedere se uno dei due decreti annunciati arriverà e solo in caso di risposta affermativa si capirà effettivamente cosa si vuol fare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il