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Riforma pensioni, riforma pubblica amministrazione Renzi-Madia, Ddl scuola: misure e novità ufficiali e allo studio Governo Renzi

Approvato il ddl della Riforma della Scuola, resta ancora aperta la discussione sulla questione previdenziale e sulle misure della riforma della P.A. Le novità




E’ stata una settimana particolarmente impegnativa quest’altra conclusasi per il governo Renzi che, dopo Jobs Act e riforma del Lavoro, ha approvato giovedì scorso la nuova riforma della Scuola. Via libera all ddl della Buona Scuola che mira a riformare il mondo scolastico italiano. Resta, invece, ancora particolarmente aperta la discussione sulla questione previdenziale, con partiti politici, forze sociali e non solo alle prese con ulteriori proposte di modifica alla riforma pensioni Fornero  e situazione macroeconomica che potrebbe parecchio influenzare eventuali cambiamenti. Intanto, ci si prepara a riprendere le discussioni sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Vediamo, nel dettaglio, le novità

Riforma pensioni: Continuano ad alternarsi sul palco delle discussioni previdenziali voci di forze politiche e sociali che chiedono al governo interventi concreti e definitivi per rivedere la riforma pensioni Fornero, cercando, soprattutto, di correggerla in quelle sue parti decisamente errate che hanno causato forti problemi, diventati casi sociali, come esodati e quota 96 della scuola, e che hanno fortemente penalizzato categorie di lavoratori che hanno visto allungarsi l’età pensionabile e che magari non riescono a maturare i requisiti pensionistici attualmente richiesti. Si alternano richieste di uscita anticipata per tutti con le varie forme di flessibilità ormai ben note a tutti, da uscita a quota 100, a prestito pensionistico, estensione del sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale e part time, pensione anticipata a 60 anni con 35 anni di contributivi e penalizzazioni, o incentivi per chi decide di rimanere a lavoro più a lungo, fino ad un massimo di 70 anni. E su questi sistemi gli stessi partiti, e sindacati, sono piuttosto divisi, tra chi ne appoggia uno e chi un altro. In questo quadro, si inserisce il programma di revisione pensionistica del presidente Inps, Tito Boeri, che ha parlato, solo qualche giorno fa, di possibilità di pensione anticipata ma a fronte di assegni inferiori, insieme alla garanzia di un reddito minimo per tutti. Novità che si affiancherebbero comunque a quel piano di ricalcolo contributivo di cui aveva già parlato. Ed è proprio la possibilità di uscita anticipata con penalizzazioni sugli assegni finale che ha aperto spiragli di modifiche anche da parte del ministro dell’Economia Padoan, da sempre contrario a modifiche alla riforma pensioni Fornero, ma che negli ultimi giorni, a sorpresa, ha annunciato la disponibilità ad un incontro con Boeri e con il ministro del Lavoro Poletti, proprio per discutere di previdenza. Una speranza positiva di interventi reali potrebbe derivare dal quadro macroeconomico definitosi in questi ultimi giorni, dopo il via libera della Bce alla nuova operazione di Qe che mira a ridare slancio economico ai Paesi europei.

Disegno di legge Scuola: Il Consiglio dei Ministri di giovedì scorso ha dato il via libera al nuovo ddl della Buona Scuola. Pronta, dunque, a cambiare la scuola italiana. Tra le misure principali, la stabilizzazione di 100mila precari che inizieranno ad essere assunti dal prossimo mese di settembre, con rassicurazione della disponibilità di risorse economiche necessarie per la loro assunzione; potenziamento degli insegnamenti di materie rimaste sempre ai margini come arte, musica, educazione motoria, lingue straniere, con l’inglese che sarà potenziato sin dalle scuole elementari; sarà data maggiore autonomia alle scuole e i presidi potranno scegliere i docenti. Dal prossimo 2016 saranno abolite le supplenze; confermati gli scatti di anzianità cui si affiancherà un bonus per i docenti più impegnati e meritevoli; confermati anche gli sgravi fiscali per le famiglie che decidono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie ma solo fino alle scuole medie; confermato il piano di alternanza scuola-lavoro sia per istituti tecnici e professionale, dove sarà di 400 ore, sia per i licei, dove sarà invece di 200 ore. Perché le assunzioni partano effettivamente a settembre, bisogna approvare al più presto la legge: per questo c'era stata forte pressione per un decreto. Ma Renzi si dice convinto che il Parlamento ce la possa fare.

Riforma Pubblica Amministrazione: E’ ripresa la discussione sulla riforma della P.A. Una delle misure principali della riforma è l'introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti. Da scogliere anche il nodo relativo ai segretari comunali sui quali sono piovute numerose richieste di modifica. La nuova riforma punta all'introduzione di nuove norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, per accelerare l'esercizio dell'azione disciplinare, che come sanzione peggiore prevede proprio il licenziamento, secondo le attuali regole. L'allontanamento dal posto di lavoro sarà così più facile. Cambia poi il ruolo dei dirigenti, che dovrebbero essere responsabilizzati nel proprio ruolo di vigilanza sui comportamenti scorretti dei propri dipendenti. Giro di vite previsto sulle assenze di massa e stop ai contratti di collaborazione Co.co.co e co.co.pro dal 2017. Tra le altre misure, l'accentramento dei poteri di Palazzo Chigi sulle società pubbliche, a cominciare dalle nomine dei manager. Ciò significa che per le nomine dei manager pubblici e la composizione dei consigli di amministrazione, il Tesoro dovrà interpellare il Consiglio dei ministri, e cioè il premier. La riforma rafforzerebbe ulteriormente i poteri di Palazzo Chigi anche per quanto riguarda la vigilanza sulle Agenzie nazionali, come quelle delle Entrate o del Demanio. L’emendamento prevede infatti di rivedere la vigilanza, oggi di competenza del ministero dell’Economia, per garantire l’effettivo esercizio delle attribuzioni della presidenza del Consiglio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il