Internet merito degli Usa? Un professionista su 4 della rivoluzione online non era americano

1995-2005: gli anni del boom del primo internet e dei fantomatici miracoli della new economy restano circoscritti ai primi anni di questa fascia temporale



1995-2005: gli anni del boom del primo internet e dei fantomatici miracoli della new economy restano circoscritti ai primi anni di questa fascia temporale, ma anche a una specifica area geografica dove le start-up sono nate, e poi morte (e poche sopravvissute).

Ma una ricerca americana, appena presentata dagli studiosi della Duke University, oggi svela che in realtà questi protagonisti della grande bolla tanto americani poi non erano. Altro che californiani della valle del silicio: il decennio new economy è nato almeno per un 25 per cento grazie a manager e fondatori con passaporto non statunitense. Un immigrante ingegnere, tecnico, uomo del marketing su 4 insomma, ha contribuito al decollo dell'impero dell'internet.

E nell'anno di chiusura di questo studio, il 2005, questi imprenditori di fuori-Usa hanno impiegato oltre 450 mila persone nel settore internet e hi-tech, con fatturati pari a 52 milioni di dollari. E se nei primi anni della new economy i manager outsider erano il 25 per cento, la stessa ricerca della Duke University arriva a calcolare che invece, nel 2005, questa percentuale era raddoppiata: 52 per cento. Con le punte maggiori, tra le nazionalità, degli ottimi tecnici indiani. Per quanto riguarda le scelte di contenuto, mediamente i manager stranieri amano fondare società dedite al software, nel campo dei semiconduttori, della comunicazione in generale. Sono meno propensi, invece, a dedicarsi al settore della difesa.

Eva Perasso

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il