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Pensioni, fattura elettronica, riforma publbica amministrazione, Isee, quota 96, indulto, amnistia: novità oggi mercoledì Renzi

Si torna a parlare domani di riforma pensioni, mentre sembra ancora lunga la strada per la definizione di una soluzione per i quota 96 e per l’emergenza carceraria. Novità e ultime notizie




AGGIORNAMENTO: Delusione per quanto riguarda l'incontro di ieri sulle pensioni, come abbiamo spiegato in questo articolo con tutti i dettagli degli interventi di una assemblea durata solo 20-25 minuti come da verbaili ufficiali.

Nessuna novità pensioni nella riforma della P.A., come ci si aspettava, ma da domani si torna a parlare di riforma pensioni e maggiore flessibilità in uscita, mentre si prepara a debuttare la nuova fatturazione elettronica e si resta ancora in attesa di una soluzione definitiva per il caso dei quota 96 della scuola. Vediamo le novità del governo Renzi ad oggi, 16 marzo.

Pensioni: Nessuna novità pensioni nella riforma della P.A., come ci si aspettava, mentre riprende domani, martedì 17 marzo, in Commissione Lavoro l’esame della proposta di legge per la flessibilità in uscita dal lavoro, che permetterebbe, se approvata, a tanti di andare finalmente in pensione prima, anche afronte di penalizzazioni. Il testo, presentato da una serie di deputati, tra cui Cesare Damiano (Pd) e Renata Polverini (Forza Italia), dal titolo ‘Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico’, prevede che a partire dal primo gennaio 2014 i lavoratori che abbiano maturato almeno 35 anni di età contributiva possano andare in pensione prima, anche a 62 anni, con penalizzazioni che si ridurranno man man che il lavoratore uscirà più vicino ai 66 anni oggi fissati dalla riforma pensioni Fornero. Ma sono previsti anche incentivi per chi, al contrario, decide di rimanere a lavoro più lungo, fino ad un massimo di 70 anni. Si tratta di una proposta che riprenderebbe il piano di prepensionamento annunciato dal presidente dell’Inps Boeri, vale a dire possibilità di uscita anticipata, su base volontaria, ma solo a fronte di pensioni più leggere, piano, tra la’ltro, cui sembra aver aperto anche il ministro dell’Economia Padoan. Intanto, il ministro del Lavoro Poletti ha anche rilanciato sulla questione esodati, spiegando che “al momento sono state risolte le soluzioni di 170mila esodati, ne manca un pezzetto”.

Isee: Il nuovo modello Isee 2015 continua a creare caos e e Consulenti del Lavoro, Caf e professionisti abilitati sono presi d’assedio dai contribuenti. Mentre le banche continuano, dal canto loro, a lamentare ancora difficoltà nelle definizioni delle giacenze medie dei conti correnti, da quest'anno necessarie al posto dei saldi finali, Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera al ministro del Lavoro Poletti e al sottosegretario Delrio per chiedere un nuovo intervento al governo e una nuova proroga per la presentazione del nuovo modello Isee 2015, considerando la mole di dati e informazioni che da quest’anno bisogna riportare in più rispetto al vecchio modello.

Fattura elettronica: Dal 31 marzo le pubbliche amministrazioni dovranno adottare obbligatoriamente la fatturazione elettronica, misura che, secondo le stime, dovrebbe apportare notevoli benefici, soprattutto in termini di risparmi. Il servizio di fatturazione elettronica per le Pmi è stato messo a punto dal Sistema Camerale in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unioncamere e il nuovo modello di fatturazione si basa su un formato elettronico strutturato XML, che prevede la possibilità di integrazioni dirette dei contenuti del documento nei sistemi del ricevente. L’invio può essere effettuato direttamente dal fornitore verso il Sistema di Interscambio (SdI), tramite un intermediario, che la modifica nel formato richiesto, deve riportare la firma digitale ed essere inviata al Sdl. Poi il Sistema di interscambio si occuperà di inviare la fattura alla P.A. che ne identificherà un codice IPA.

Indulto e amnistia: Dopo la diffusione degli ultimi dati che parlano di un numero di detenuti tornato a crescere in questi primi mesi del 2015, dopo l’approvazione di pene più severe per chi compie furti e rapine in casa, continua l’esame dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia. E si discute anche sul versante del regime detentivo del 41 bis. De Cristofaro di Sel, membro della Commissione parlamentare Antimafia, vicepresidente della Commissione Affari Esteri e membro della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani, ha spiegato che “Mentre in Commissione diritti umani guardiamo prevalentemente il diritto umano del detenuto, in Commissione Antimafia ci soffermiamo sull’efficacia del carcere duro. Quando il 41 bis nel 1992, dopo l’omicidio di Giovanni Falcone, fu istituito, si disse che era una misura transitoria ma così non è stato. Può uno stato democratico usare un regime particolarmente duro di carcere non per evitare che il detenuto comunichi con l’esterno, perché se si fa questo è giustissimo, ma per farlo pentire? Secondo me non lo può fare. Se il non detto è che il regime duro viene usato per indurre la pentimento non va bene, si tratta di tortura”. Ma tocca alla politica intervenire tanto su questo tema quanto sulle misure di clemenza che continuano ancora a dividere partiti e opinione pubblica.

Riforma P.A.: Nessuna novità, come sperato, per quanto riguarda il prepensionamento degli statali ma possibilità di licenziare i manager inadeguati. Il ministro Madia ha annunciato un'importante novità per gli statali, con modifiche che toccherebbero i licenziamenti, oggi impossibili, dei dirigenti, e prevederebbero l’introduzione di una Commissione super partes con il compito di valutare le competenze e le capacità dei dirigenti stessi. La Madia ha spiegato che “L’incarico sarà affidato per tre anni e sarà rinnovabile una sola volta. Chi non sarà confermato decadrà e tornerà nel ruolo unico in attesa di un nuovo incarico. Ma, se dopo un congruo periodo un dirigente continuerà a essere senza incarico perderà l’abilitazione fino a perdere il lavoro”. La Madia conferma però anche che, rispetto alle nuove norme previste dal Jobs act, “Resterà il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. Non è un favoritismo ma il lavoro pubblico è diverso: chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse”.

Quota 96: Tutto ancora tace sulla questione dei quota 96 della scuola e sulla definizione di una soluzione definitiva per il loro congedo. E così ben 4mila lavoratori, tra docenti e personale Ata, a tre anni dalla maturazione dei loro requisiti pensionistici, sono ancora a lavoro, e ancora nell’attesa che il governo riesca a definire soluzioni per la loro uscita da lavoro, misura che dovrebbe rappresentare una mera correzione alla riforma pensioni Fornero, visto che il caso dei quota 96 è nato da un errore di formulazione della legge stessa. Eppure il governo continua a temporeggiare nascondendosi dietro la giustificazione della mancanza di soldi necessarie e costringendo migliaia di lavoratori sulla carta in pensione ancora a lavorare. Marcello Pacifico, presidente Anief, ha dichiarato che “Come sindacato dei lavoratori della scuola e del pubblico impiego  non possiamo accettare questo modo di fare politica, rimandando decisioni su danni legislativi che stanno distruggendo la vita di migliaia di famiglia. È un modo di procedere che non è più tollerabile. Le opportunità per risolvere la questione dei 4mila quota 96 ci sono state”, per cui è arrivato il momento di passare ai fatti.

ISEE 2016: calcolo e compilazione passo passo. Il modello ISEE è un ottimo strumento per ottenere benefici ed esonerei nei pagamenti per alcuni servizi pubblici come la mensa scolastica, il ticket, autotrasporti, università... ecco come compilarlo e quali documenti presentare per le detrazioni

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il