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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuovi ricorsi ai tribunali per calcolo età, requisiti, contributi. Per chi e come

Il dibattito sulla riforma previdenziale e la querelle tra i vari partiti e le forze sociali sui meccanismi di uscita anticipata più fattibili sembra entrare nel vivo ma intanto proseguono le cause nei tribunali




Il dibattito sulla riforma previdenziale e la querelle tra i vari partiti e le forze sociali sui meccanismi di uscita anticipata più fattibili sembra entrare nel vivo e dopo gli ultimi giorni ricchi di nuove dichiarazioni e buoni propositi da parte dei vari ministri e del presidente dell’Inps, Tito Boeri, continuano ad esserci personalità convinte di poter arrivare a effettivi cambiamenti solo attraverso ricorsi ai tribunali di competenza, come già accaduto per i precari scuola e per le misure di indulto e amnistia.

Resta ancora in ballo la class action del Comitato Opzione Donna, che ha deciso di avviarla dopo le diverse delusioni che si sono susseguite nel corso di questi mesi sulla richiesta di proroga del sistema per cui si attendono ancora riposte dal governo.  Attesa anche la decisione della Consulta sui tagli alle pensioni d’oro, sistema già considerato illegittimo tempo fa, ma tornato prepotentemente alla ribalta, con la proposta di ricalcolo contributivo avanzato proprio dal presidente Boeri, e che dovrebbe interessare principalmente le ricche pensioni d’oro derivanti dal vecchio metodo retributivo. Si tratta, del resto, di novità proposte che servirebbero a rendere il sistema previdenziale attuale più equo e giusto.

Altro caso finito in tribunale e per cui qualcosa si è mosso solo dopo i ricorsi riguarda i quota 96 della scuola. Lo scorso mese di dicembre, infatti, il Tribunale di Salerno ha concesso il prepensionamento, dovuto, a 42 docenti salernitani appartenenti alla quota 96 che avevano presentato ricorso visti i ritardi del governo su soluzioni alla questione. Si tratta, tuttavia, di una decisione contro cui ha deciso nuovamente di intervenire il governo.

Ultimo in ordine di arrivo il ricorso di una cinquantina di dipendenti del gruppo Mediaset e di Telelombardia ai tribunali per ricevere dall'istituto di previdenza la documentazione che attesta le annualità contributive totalizzate e la data da cui scatta il diritto all'assegno. Si tratta, tuttavia, di un calcolo non è facile perché per gli iscritti alla gestione ex Enpals il calcolo varia a seconda del contratto e del lavoro svolto. Le cause sono in corso davanti ai tribunali del lavoro di Milano, Monza, Como, Bergamo, Pavia, Varese, Busto Arsizio e Piacenza e a promuoverle è stato il sindacato Slai Cobas, in collaborazione con i rappresentanti sindacali di Videotime (gruppo Mediaset) Paolo Casamassima e Mario Siringo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il