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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, proposte e interventi dopo prima seduta in Parlamento. Cosa è successo

Ripresa ieri in Parlamento la discussione sulla riforma pensioni Fornero e nuove possibilità di uscita flessibile: novità e ultime notizie




E' ripresa ieri 17 marzo in Parlamento la discussione sulla proposta di legge per pensioni più flessibili, 'Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell'accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico', discussione volta all'approvazione di piani di uscita anticipata che dovrebbero rendere, appunto, più flessibile le norme pensionistiche della riforma pensioni Fornero. Le novità e ultime notizie sembrano, dunque, aprire nuovi spiragli e possibili modifiche da mettere, però, ancora a punto.  Insieme a novità flessibili, in discussione anche la proroga dell’opzione contributivo donna, per cui si attendono ancora risposte ufficiali da parte del governo. Nessun intervento, come ci si aspettava, da parte di Cesare Damiano e tutto è stato rimandato ad una nuova discussione con data da definirsi.

Nonostante i diversi interventi delle forze politiche presenti, la seduta si è chiusa con un po’ di delusione da parte di chi attendeva primi passi concreti in direzione di cambiamenti. Hanno partecipato alla seduta, tra gli altri, Emanuele Prataviera della Lega, Walter Rizzetto del M5S presidente, e la deputata Gnecchi, che ha giudicato positivamente l'ampliamento  della discussione anche al tema dell'accesso al pensionamento anticipato per le lavoratrici.

Si tratta, infatti, di un tema ancora aperto ma che deve essere risolto, considerando le richieste di proroga a fine anno dell’opzione donna, che consentirebbe appunto alle lavoratrici, sia dipendenti che autonome, di andare in pensione prima, a 57 o a 58 anni, con 35 anni di contributi e una pensione ridotta calcolata esclusivamente con metodo contributivo.

Ed è stata sempre la deputata del Pd a sottolineare come il tema della flessibilità pensionistica debba riguardare anche altre categorie di lavoratori penalizzati dalle norme Fornero, come i lavoratori impiegati in attività usuranti, basti pensare al caso dei macchinisti e dei lavoratori edili, e per sono stati presentate proposte di legge ad hoc.

La discussione, durata relativamente poco, è stata rimandata a data da destinarsi e sarà opportuno iniziare a definire gli ambiti di primi interventi pensionistici, in modo da riuscire a garantire effettivamente l’entrata in vigore di quelle modifiche che potrebbero rendere più ‘morbidi’ i requisiti di accesso alla pensione, rispetto a quelli oggi fissati dalla legge Fornero, anche in riferimento alle posizioni Ue, che potrebbero diventare più flessibili in seguito alla nuova operazione Qe della Bce. si tratta infatti di una nuova operazione che porterà soldi all'Italia e che potrebbe permettere l'approvazione di quei piani di uscita anticipata, tra uscita a quota 100, presito pensionistico o mini pensione, estensione del sistema contributivo per tutti, così come staffetta generazionale e part time.

In quest'ultimo caso, la discussione è stata già rimandata in occasione della riforma della P.A., pronta però ad essere ripresa, e che si pone come uno dei sistemi più fattibili visto che non richiederebbe risorse ulteriori e non modificherebbe età anagrafica e anzianità contributiva fissate dalla riforma pensioni Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il