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Pensioni vecchiaia, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità errori e problemi aumentano in attesa quota 100, contributivo

Nell’attesa di approvazione di piani di uscita anticipata per tutti, ancora problemi e casi da risolvere: le modifiche necessarie alla riforma pensioni Fornero e novità




La Legge di Stabilità ha eliminato le penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima, ma solo fino al 2017, misura dunque temporanea e dal 2017 torneranno ad essere applicate decurtazioni sugli assegni finali previste dalla riforma pensioni Fornero. E’ questa l’unica novità pensioni approvata dal governo Renzi mentre si attendono ancora decisioni per quanto riguarda l’approvazione di uno di quei meccanismi, tra quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, che dovrebbero permettere a tutti i lavoratori la possibilità di lasciare prima il lavoro. In tal senso, le ultime notizie non sono ancora tanto confortanti, giacchè, prima di arrivare all’approvazione di uno di tali piani, bisognerà procedere con sistemi che siano in grado di far recuperare nuovi risparmi.

Intanto, restano ancora da risolvere quei grossolani errori  scaturiti proprio dall’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero, dal caso esodati, per cui non bastano più le salvaguardie finora approvate ma per cui serve invece una soluzione strutturale che sia definitiva di questo caso sociale; al caso dei quota 96 della scuola. Ad oggi, è stato concesso il pensionamento solo a mille dei quattro mila interessati alla quota 96 e probabilmente bisognerà aspettare ancora un po’ prima che questa partita venga chiusa.

Del resto, se il governo avesse avuto reale intenzione di chiudere il caso, avrebbe inserito una misura ad hoc proprio nella nuova riforma della Scuola dove, però, quelle risorse economiche disponibili non sono state utilizzate per mandare finalmente in pensione 4mila persone che continuano a lavorare pur avendo maturato i requisiti pensionistici necessari per andare in congedo bensì per la stabilizzazione dei precari. Intanto, una nuova circolare dell’Inps ha chiarito che i periodi di disoccupazione in cui è stata percepita l’Aspi non vengono considerati ai fini del calcolo dei 35 anni di contributi richiesti dalla riforma pensioni Fornero. Per andare in pensione anticipata, dunque, bisogna maturare almeno 35 anni di contributi effetivi in cui non rientrano quelli calcolati con l’Aspi.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il