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Pensioni, Imu terreni agricoli decreto, riforma lavoro, Pos obbligatorio, quota 96, amnistia,indulto: novità venerdì Governo Renzi

Da questione previdenziale a misure di indulto e amnistia, alle richieste di abolizione del pagamento Imu sui terreni agricoli: le novità del governo Renzi ancora attese




Al via le sanzioni per chi non si dota di Pos per pagamenti con carte bancomat o di credito, atteso il terzo decreto del Jobs Act per l’introduzione del salario minimo anche in Italia mentre restano ancora aperte le questioni previdenziali che attendono soluzioni e si attende anche l’approvazione di un meccanismo di uscita anticipata per tutti che possa rendere più flessibili le norme pensionistiche Fornero. Vediamo a che punto sono le discussioni.

Pensioni e quota 96: Maggiore flessibilità in uscita e nuove discussioni sui piani di uscita anticipata come quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale e part time sono i temi principali tornati ad animare il dibattito politico sulla riforma pensioni Fornero. E si sono riaperti in parlamento i lavori proprio sulla questione della flessibilità pensionistica, conclusisi ieri 17 marzo con un nulla di fatto, però, e con un nuovo rinvio della seduta. Restano comunque aperte diverse questioni da sistemare che non toccano solo le esigenze di maggiore flessibilità per tutti, quanto anche la necessità di soluzioni definitive per casi esodati e quota 96, risposte concrete del governo su proroga dell'opzione contributivo donna fino al 31 dicembre 2015, nonchè sulla situazione dei lavoratori usuranti, in particolare macchinisti e lavoratori edili. Si tratta di questioni finora lasciate in sospeso a causa della ribadita mancanza di risorse necessarie per le loro soluzioni, difficoltà che però ora, tra nuovi soldi che arriveranno dall’Ue e piani di tagli e volti al recupero di nuovi risparmi, come lo stesso ricalcolo contributivo proposto dal presidente Inps Boeri, dovrebbe venir bene. Bisognerà capire dunque nelle prossime settimane quali saranno le reali intenzioni del governo sulle pensioni e da cosa si partirà per modificare l’attuale sistema previdenziale.

Pos obbligatorio: Al via sanzioni salate per chi non si adegua all’obbligo di dotazione di Pos per permettere pagamenti con carte di credito o bancomat. Si tratta di un obbligo per commercianti e liberi professionisti già in vigore dallo scorso giugno ma che fino ad ora non prevedeva multe e sanzioni per chi non si adeguasse alla novità. D’ora in poi invece scatteranno le sanzioni per chi non rispetta quest’obbligo, oscillando dai 500 ai 1.500 euro. La prima multa sarà pari a 500 euro e una volta pagata la sanzione il commerciante o professionista avrà tempo 30 giorni per adeguarsi alla normativa ed entro 60 giorni dovrà comunicare alla GDF l’avvenuta installazione dell’apparecchiatura. Se non ci si adegua, scatterà una seconda sanzione di 1000 euro e,una volta  pagata, ci saranno altri 30 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione e se anche in questo caso non si provvederà a rispettare il nuovo obbligo di dotazione del Pos, scatterà la sospensione dell’attività professionale o commerciale fino a quando non avverrà l’adeguamento.

Riforma Lavoro: Dopo l’approvazione dei due decreti attuativi del Jobs Act che hanno dato il via libera a nuovi ammortizzatori sociali e alla nuova indennità di disoccupazione Naspi, che entrerà ufficialmente in vigore dal prossimo primo maggio al posto dell’Aspi, e al contratto unico a tempo indeterminato a tutele crescenti, che sostituirà tutte le forme contrattuali oggi esistenti e che dovrebbe contribuire ad un aumento dell’occupazione quest’anno, si attende il terzo decreto previsto dal Jobs Act che prevede l’estensione del salario minimo anche in Italia. Il salario minimo rappresenta una forma di tutela dei lavoratori già esistente in quasi tutti i Paesi europei e che dovrebbe aggirarsi tra i 6,5 e i 7 euro orari, al netto delle imposte, cifra non casuale, visto che il governo ha intenzione di mantenere i voucher, i buoni lavoro per le prestazioni occasionali che valgono 7,5 euro netti l'ora, stesso importo previsto dal contratto dei lavoratori dei call center.

Indulto e amnistia: La situazione nelle carceri italiane continua ad essere invivibile e continuano a piovere richieste al governo perché affretti i tempi di approvazione delle misure di indulto e amnistia che servirebbero a ridurre decisamente l’emergenza ancora troppo alta. Ma sono diverse le forze politiche che si oppongono ancora alle misure di clemenza. E gli ultimi dati dell’Osservatorio Antigone, che collocano il sistema carcerario italiano tra i più costosi d’Europa, non sono certo positivi, e confermano che sovraffollamento è tutt’altro che superato: sono reclusi nelle 207 case circondariali 53.982 persone, numero superiore al limite imposto dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) pari a 49.000 persone. Questo numero decisamente più alto di detenuti incide in maniera negativa sulla qualità di vita nelle carceri e sono state denunciate situazioni al limite della decenza, che contemplano anche una scarsità dei servizi medici, chirurgici e psichiatrici di cui possono beneficiare i carcerati, per le scarse risorse destinate agli stessi.

Imu terreni agricoli: Mente si attendono passi indietro del governo sul pagamento dell'Imu sui terreni agricoli, che associazioni e proprietari terrieri continuano a chiedere di abolire, il deputato nazionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Riccardo Gallo, ha presentato un emendamento che prevede l'esenzione per i terreni agricoli della provincia di Agrigento e Lampedusa. Gallo spiega: “Occorre il massimo impegno per contrastare l’introduzione di una misura depressiva e penalizzante per l’economia italiana quale è il pagamento della tassa Imu anche sui terreni agricoli. Renzi e Padoan sventolano la bandiera della ripresa economica, invitando a non rilassarsi, e nel frattempo, invece, si spezzano letteralmente le gambe ad un settore strategico nell’ambito del tessuto economico nazionale, la produzione agricola, che, in alcuni territori, come ad esempio la provincia agrigentina, rappresenta il primo e l’unico settore ancora vivace a fronte di enormi sacrifici da parte degli addetti ai lavori, che non meritano affatto di essere vessati e costretti alla chiusura delle proprie attività a causa di una vile pressione fiscale”. E mentre il governo non sembra voler rispondere agli appelli di cancellazione della tassa sui terreni agricoli, a chiederne una completa e totale abolizione continua ad essere il M5S.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il