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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Mini pensione, quota 100, staffetta, contributivo a cui si aggiungono nuovi punti

Forma di flessibilità in uscita per tutti ma anche soluzioni per esodati, quota 96 della scuola e revisione pensioni di invalidità: le novità pensioni in discussione




Il dibattito sulla questione previdenziale diventa sempre più aperto, coinvolge partiti politici, forze sociali, giovani imprenditori di Confindustria, associazioni e lavoratori e pensionandi e non si placano le richieste di una maggiore flessibilità. Il governo assicura che si rimetterà mano alla riforma pensioni Fornero e che sono di nuovo sul tavolo quei sistemi di uscita anticipata con quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico o mini pensione, di cui si discute ormai da un anno ma che attendono ancora di essere effettivamente approvati.

Bisogna rivedere anche la questione delle pensioni di invalidità, a partire dal problema del calcolo dei redditi che determinano l’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, e che considera indennità e aiuti di natura assistenziale che non dovrebbero però rientrare nel calcolo Isee. Le pensioni per i disabili, delle indennità di accompagnamento e delle rendite Inail dovrebbero essere sussidi erogati proprio a causa della povertà e delle difficoltà della famiglia e proprio per questo esenti dal calcolo della ricchezza che determina la condizione delle famiglie italiane, tanto che il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima questa misura, spiegando la necessità di escludere i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari dall’Isee.

E Vera Lamonica, Maurizio Bernava e Domenico Proietti di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al governo risposte urgenti e necessarie in merito. Insieme alla questione delle pensioni di invalidità, l’attenzione è puntata sulla necessità di soluzioni, che in tanti richiedono in maniera immediata, su casi di esoddati e quota 96 della scuola.

Nel primo caso, servirebbe quella soluzione strutturale annunciata già lo scorso anno dal ministro del Lavoro Poletti, finita nel dimenticatoio, ma sempre necessaria; nel secondo, invece, esclusa la salvaguardia per i 4mila lavoratori della scuola dalla nuova riforma della scuola, si lavora con nuove proposte per permettere finalmente il pensionamento definitivo a docenti e personale Ata che hanno maturato i loro requisiti pensionistici oltre tre anni fa ormai ma che sono costretti ancora a lavorare a causa di un errore della riforma pensioni Fornero. La correzione di questo errore sta diventando fondamentale, così come fondamentale è la ricerca di nuove risorse economiche che servono per concedere a questi lavoratori il congedo effettivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il