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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Nencini, Boeri, Damiano, Bobba, Poletti, Fedriga

Dopo un’altra intensa settimana di discussioni sulla riforma pensioni, continua ad essere contrastante la posizione di diverse forze politiche e sociali modifiche riforma pensioni: le novità




Dopo un’altra intensa settimana di discussioni sulla riforma pensioni, continua ad essere piuttosto contrastante la posizione di diverse forze politiche e sociali sulle necessarie modifica da attuare alla riforma pensioni Fornero. Tra le ultime notizie e novità le dichiarazioni del segretario del Psi, Riccardo Nencini, che chiede l’approvazione di aumenti delle pensioni minime che potrebbe essere attuato grazie a tassazioni più alte sul gioco d’azzardo e a carico dei concessionari di slot machine. Si tratterebbe di un intervento importante per garantire pensioni minime più dignitose, considerando che gli ultimi numeri sulle pensioni italiani continuano a fotografare l’erogazione di pensioni mensili che sfiorano i mille euro per la maggior parte dei pensionati italiani e per circa due milioni di pensionati non arrivano nemmeno ai 500 euro.

Non è il primo Nencini ad auspicare aumenti dei trattamenti più bassi: a farlo era già stato il M5S, ma anche Silvio Berlusconi che ha diverse volte ribadito l’intenzione di portare a mille euro al mese gli assegni minimi. Diverse invece le misure su cui punta la deputata del Pd Gnecchi che, oltre a rilanciare su una maggiore flessibilità in uscita, punta alla proroga dell’opzione contributivo donna ma anche a soluzioni ad hoc per lavoratori usuranti, per cui servono tutele particolari visto che la legge Fornero non ci ha pensato, commettendo un errore. Maggiore flessibilità è ciò cui punta anche il presidente dell’Inps Boeri che, aprendo ad un nuovo incontro con i sindacati, propone un reddito minimo per tutti e possibilità di uscita anticipata a fronte di pensioni più leggere.

Si tratta di novità che seguirebbero la riforma della governance dell’Inps e l’applicazione del ricalcolo contributivo, che permetterebbe anche di poter recuperare nuovi risparmi da reinvestire in ulteriori interventi pensionistici. Dal canto suo, il presidente di Confindustria Squinzi auspica che il governo, dopo il Jobs Act, continui sulla sua strada di riforme strutturali, necessarie per la crescita e la ripresa dell’Italia. Si tratta di riforme cruciali, perché senza la crescita anche pensioni e lavoro sarebbero insufficienti. Per il deputato Bobba, invece, bisogna intervenire sulle pensioni di reversibilità e inserire nella nuova legge previdenziale misure a sostegno del coniuge superstite.

Fedriga della Lega ha invece presentato un nuovo ddl  che chiede piani di uscita a quota 99 o 100, senza prevede alcuna decurtazione sugli assegni finali, mentre Cesare Damiano continua a rilanciare su uscita a quota 100 o a 62 anni di età, con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o incentivi per chi invece decide di rimanere a lavoro fino massimo ai 70 anni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il