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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: Europa interviene ancora su Italia più in modo negativo che positivo

Ancora una settimana di ‘passione’ per la discussione della questione previdenziale in Italia con le novità di questi ultimi giorni piuttosto contrastanti: la situazione




Ancora una settimana di ‘passione’ per la discussione della questione previdenziale in Italia con le novità di questi ultimi giorni piuttosto contrastanti e ultime notizie confuse derivanti dall’Ue. E’ da sempre piuttosto chiaro il fatto che l’Europa sia totalmente contraria a permettere all’Italia di applicare una maggiore flessibilità pensionistica, con possibilità di uscite anticipate che abbassino l’età pensionabile per tutti. La legge Fornero ha, infatti, allungato età anagrafica e contributiva, rendendo i requisiti di accesso alla pensione decisamente più rigidi, creando problemi sociali, come esodati e quota 96 della scuola, derivanti da errori di formulazione della riforma stessa, ma riuscendo a garantire sostenibilità economica all’Italia e risparmi per ben 80 miliardi di euro fino al 2021.

Questi i motivi per cui l’Ue, tanto attenta ai conti pubblici, dice no a modifiche pensionistiche, ulteriormente bloccate, nonostante qualche giorno fa sembrava che fossero riprese le trattative con l’Ue per definire modifiche alla riforma pensioni attuale, e nonostante da mesi si stiano nuovamente susseguendo interventi, proposte e annunci che fanno pensare ad una riforma pensioni imminente. A

A confermare novità il presidente dell’Inps Boeri, il nuovo commissario per la spending review Gutgeld, nonché il ministro del Lavoro Poletti che ha nuovamente annunciato interventi nella prossima Manovra Finanziaria, sempre che il quadro del miglioramento economico che si sta registrando in questi ultimi giorni in Italia, come in Europa in generale, tenga.

Aperture dall’Ue su possibili modifiche pensionistiche arrivano anche dal presidente della Bce Draghi che dice di capire il motivo per cui la gente chiede un cambiamento e sembra iniziare a valutare possibili interventi. Se fino a qualche tempo fa, approvando l’idea dell’assegno universale, era contrario ai nuovi meccanismi di uscita anticipata, ora sembra che qualcosa in tal senso stia cambiamento e probabilmente la strada che l’Italia dovrebbe oggi seguire in ambito previdenziale è la stessa intrapresa dalla Grecia che, nonostante le opposizioni e la rigidità delle misure imposte dall’Ue, ha deciso di sganciarsi da tale austerità e di intervenire ugualmente sulle pensioni, a sostegno del proprio popolo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il