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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: situazione della settimana tra conferme e smentite, interventi positivi, negativi

Nuovo giudizio Bce su conti italiani e programmi di intervento per modificare riforma pensioni Fornero: primi passi Boeri e soluzioni necessarie




Dopo l’ultima operazione di Qe stabilita dalla Bce per risollevare le economia dei Paesi europei in difficoltà, effettivamente iniziano a mostrarsi segnali di ripresa tanto che le novità e ultime notizie palano di una ripresa finanziaria e occupazionale, in generale, andamento che spinge anche a stimare sempre più in positivo il prossimo risultato del Pil e che incide fortemente sul percorso delle riforme avviato dai vari governo, Italia compresa.

Nonostante vi siano lievi segnali di ripresa, la Bce punta comunque il dito contro la tenuta dei conti pubblici nel Belpaese, decisamente squilibrati, il che rappresenta un giudizio non positivo in riferimento ad eventuali modifiche alla riforma pensioni Fornero che si stanno discutendo. Dopo riforma del Lavoro, riforma della Scuola e della P.A., il governo Renzi vorrebbe avviarsi finalmente a quella riforma pensioni capace di garantire maggiore flessibilità, ma quest’ultimo bollettino della Bce non aiuta soprattutto considerando il fatto che l’Ue è da sempre contraria a interventi sulle pensioni.

E il giudizio della Bce arriva proprio quando presidente dell’Inps, Tito Boeri, ministro del Lavoro, Giuliano Polettti, e il consigliere economico di Renzi, nonché nuovo Commissario per la spending review, erano decisi a convincerla del fatto che cambiare le pensioni sarebbe stato vantaggioso per l’Italia, sia in termini di risparmi che in termini occupazionali. Consapevole della necessità di cambiamento, però, il presidente della Bce, Mario Draghi, che dice di capire i motivi per cui la gente chiede cambiamenti. Del resto, era stato lo stesso Draghi tempo fa adirsi d’accordo con interventi come l’assegno universale, ma meno su interventi di uscita anticipata come piano di uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, o prestito pensionistico.

Del resto, in patria, continua a dirsi contrario a interventi sulle pensioni lo stesso ministro dell’Economia Padoan che, pur sostenendo di dover lasciare ancora così com’è la legge Fornero, ha annunciato un possibile nuovo incontro di discussioni sulle pensioni con il ministro Poletti e il presidente Boeri. Padoan sembra infatti vedere di buon’occhio la proposta di Boeri di maggiore flessibilità in uscita a fronte di pensioni più leggere. Ma bisognerà vedere se effettivamente questo incontro si terrà o finirò nel dimenticatoio come quello di qualche tempo fa annunciato con il ministro Polettti.

Servirebbe, dunque, coraggio per agire sulle pensioni, lo stesso che ha spinto la Grecia a continuare a prendere le distanze dai piani di austerità dell’Ue e continuare per la strada di interventi e riforme, ma il nostro premier guarda sempre all’Europa ed è stato lui stesso, sin dall’inizio del suo mandato, a spiegare che la sua intenzione non è quella di cambiare completamente la legge Fornero, quanto modificarla e correggerla in qualche sua parte, garantendo comunque la tenuta di quella riforma che riesce a garantire a nostro Paese sostenibilità economica e ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021.

Intanto, è ripresa in Parlamento la discussione su questione pensioni e flessibilità,nonostante la prima seduta in Commissione Lavoro si sia conclusa con un nulla di fatto e un rinvio, ma si spera in nuovi interventi pensioni anche nella riforma della P.A., anche ad alcuni sembrano piuttosto difficili. Sono stati comunque presentati emendamenti che puntano sulla staffetta generazionale e il turn over lavorativo e l’approvazione di prepensionamenti per gli statali certamente aprirebbe la strada anche a cambiamenti per privati, al fine di evitare discriminazioni e ricorsi. Tornano in discussione anche eventuali modifiche da applicare a baby pensioni, pensioni di invalidità e reversibilità, tagli per le ricche pensioni integrative, nonché per i cumuli e l’introduzione di un tetto alle pensioni d’oro. Piano che, attraverso i tagli previsti, garantirebbero anche la possibilità di accumulare nuove risorse economiche che potrebbero essere riutilizzate sempre in interventi pensionistici.

Per dare comunque un segnale che faccia capire che qualcosa realmente si sta muovendo, e nell’attesa dell’annunciata riforma della governance dell’Inps, Boeri ha dato il via a due nuovi provvedimenti: il primo prevede il blocco alle erogazioni del Tfr maturato nel periodo di Cassa Integrazione e mobilità per 42 piloti che hanno percepito la cassa integrazione nonostante continuassero a lavorare regolarmente all’estero per altre compagnie e percependo uno stipendio di circa 14mila euro, e una nuova convenzione con i sindacati; e il secondo la firma di una convenzione con i segretari generali di Cgil Camusso, della Cisl Furlan, e della Uil Carmelo Barbagallo, e con il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, per permettere raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati sulla rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro.

Se questi vogliono essere i primi atti di un percorso di cambiamento evidentemente ancora da definire, è bene che il governo Renzi si dia una mossa anche per risolvere, in maniera prioritaria, problemi diventati veri e propri casi sociali, a partire da esodati e quota 96 della scuola, per arrivare a soluzioni ad hoc per i lavoratori usuranti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il