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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Europa blocca interventi e modifiche con nuove indicazioni negative per Italia

L’Ue continua ad essere contraria a interventi sulla riforma pensioni e le novità sono piuttosto confuse: situazione e ultime notizie




Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il nuovo Commissario per la spending review, Yoram Gutgeld, nonostante le varie proposte di intervento in discussione sulla legge pensionistica attuale, sembrano essersi arenati nel loro progetti di modifica, a causa dei blocchi dell’Ue e dei veti su eventuali cambiamenti, temendo che toccando le pensioni si possano creare problemi. Eppure sembrava, fino a qualche tempo fa, che fossero riprese le trattative per definire novità pensionistiche, invece le ultime notizie smentiscono, nonostante alcuni annunci riportino la possibilità di nuovi interventi nella prossima Legge Finanziaria.

Ad annunciare questa possibilità lo stesso ministro Poletti già tempo fa, ma se la posizione Ue non dovesse cambiare, è possibile che vi siano ulteriori delusioni esattamente come accaduto già l’anno scorso, quando si attendevano interventi sulla riforma pensioni attuale nella Legge di Stabilità ma a qualche settimana dalla sua presentazione proprio Poletti aveva annunciato che la Manovra non avrebbe contenuto alcun provvedimento sulle pensioni. E così è stato. La situazione sembra, dunque, piuttosto contraddittoria, confusione confermata anche dal fatto che se l’Ue prende ancora le distanze da cambiamenti sulle pensioni, il presidente della Bce Mario Draghi sembra aprire a nuovi possibili modifiche.

Nel suo ultimo intervento ha dichiarato di comprendere “perché la gente vuole un cambiamento” e di voler continuare a “completare l’unione monetaria in quelle aree dove si può e si deve completare. Abbiamo bisogno di essere ambiziosi negli obiettivi e pragmatici negli strumenti. Ora, l’unione monetaria ha bisogno di andare avanti nelle aree che restano incomplete, e cioè a livello di convergenza economica e istituzionale”. Ma in questo quadro di unione e collaborazione, la Grecia va oltre, si ‘oppone’ alle misure di austerità che le vengono ancora imposte per rimettere in piedi il Paese e assicura novità pensioni (ma anche stipendi statali) che possano garantire un futuro migliore al popolo greco.

Ed è probabilmente questo l’esempio che l’Italia dovrebbe seguire, avere cioè il coraggio di portare avanti le sue idee come sembra che lentamente stia facendo con la nomina di Boeri prima e Gutgeld dopo, in modo da convincere l’Ue che agire sulle pensioni sia una mossa vantaggiosa, che potrebbe assicurare anche equilibrio dei conti, nonché rilancio occupazionale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il