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Pensioni anziniatà, donne, vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità questa settimana

Dopo approvazione riforma del Lavoro e riforma della Scuola, l’obiettivo del governo Renzi è cambiare la riforma pensioni ma ancora problemi: le novità




L’obiettivo del governo Renzi, dopo l’approvazione della riforma del Lavoro e della Scuola, è quello di definire una nuova riforma pensioni che riesca a soddisfare le richieste giunte nel corso di quest’anno da parte di partiti politici e forze sociali ma le novità e ultime notizie non sono poi così positive: stando, infatti, all’ultimo bollettino reso noto dalla Bce, è vero che a livello macroeconomico la situazione d’Europa sembra stia migliorando e l’occupazione è tornata a salire, ma è anche vero che i nostri conti pubblici sono ancora considerati squilibrati e questo certamente non rappresenta un fatto positivo per eventuali interventi pensionistici, considerando che l’Ue è da sempre contraria a qualsiasi modifica della riforma pensioni Fornero, proprio per eventuali impatti sui conti pubblici che potrebbero avere.

Sembra, dunque, che in pochi semplici passaggi, la Bce abbia quasi smontato il tentativo di Boeri, presidente dell’Inps, ministro del Lavoro Poletti, e commissario per la spending review Gutgeld, di convincere l’Ue che modificare la norme pensionistiche italiane rendendole più flessibili possa portare benefici. Attraverso, infatti, i piani di uscita anticipata, tra prestito pensionistico o mini pensione, sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100 e staffetta generazionale, si potrebbero accumulare nuovi risparmi derivanti dai tagli applicati alle pensioni finali per chi decide di andare in pensione prima.

Si tratta di piani di prepensionamento che prevedono comunque penalizzazioni per i lavoratori che scelgono di lasciare il lavoro in anticipo, senza dunque richiedere ulteriori risorse economiche, visto che si continua a dire che l’Italia non dispone dei soldi necessari per modificare le pensioni, anche se non è poi propriamente così, visto che da questi piani di uscita anticipata, insieme a ricalcolo contributivo avanzato dal presidente Boeri, tagli alle pensioni d’oro e revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità e di reversibilità, si potrebbero ricavare nuove risorse. Il punto è che il governo preferisce impiegare i soldi disponibili in altri interventi, come assunzione dei precari della scuola, o per spese militari e non ha ancora il coraggio, forse, di modificare una legge capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021.

Eppure il presidente della Bce, Mario Draghi, capisce i motivi che spingono tanti a chiedere cambiamenti e maggiore flessibilità, tanto da dimostrarsi aperto a interventi come l’assegno universale ma scettico nei confronti di sistemi che abbasserebbero l’età pensionabile per tutti, forse d’accordo con il ministro dell’Economia sul fatto che in Italia non sono ancora maturi per cambiare le pensioni in questa direzione. Si potrebbe pensare a realizzare tali cambiamenti solo dopo un miglioramento continuativo dell’economia del Belpaese e dopo piani di tagli.

E mentre si valuta questa situazione e come intervenire al meglio in questo quadro, si è tornato a discutere di pensioni flessibili in Commissione Lavoro; si tornerà a discutere di prepensionamenti probabilmente anche in riforma della P.A., con possibilità che eventuali novità valgano per gli statali e vengano estese anche ai privati; e tornano in ballo anche revisioni da applicare alle pensioni di invalidità, reversibilità e di cumulo, ma restano aperte ancora questioni importanti che attendono risposte concrete e definitive da parte del governo, come conferma della proroga dell’opzione contributivo donna al 31 dicembre 2015, soluzione strutturale per gli esodati, e congedo definitivo per i quota 96 della scuola, situazioni per cui si è finiti in tribunale, a partire dalla class action avviata dal Comitato Opzione Donna, per arrivare al ricorso presentato al tribunale di Salerno da docenti interessati alla quota 96. Per chiudere definitivamente queste partite, però, bisogna attendere decisioni ufficiali del governo, del resto il premier Renzi ha diverse volte dimostrato che, indipendentemente da schieramenti e posizioni, si fa sempre ciò che lui decide, come accaduto per Jobs Acte e riforma Costituzionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il