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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità per chi, come e quando in legge povertà, decreto previdenza

Prorogare l’opzione contributivo donna, risolvere questione esodati e quota 96 della scuola, definire piani di uscita anticipata: piani e misure di intervento sulle pensioni




Prorogare l’opzione contributivo donna, risolvere questione esodati e quota 96 della scuola, definire piani di uscita anticipata ma non solo: sono diversi gli interventi di modifica alla riforma pensioni Fornero al vaglio del governo, interventi che, tra l’altro, iniziano ad avere un programma quasi da rispettare. Secondo, infatti, le novità e ultime notizie, i primi interventi per cambiare l’attuale legge pensionistica e modificarla in qualche sua parte potrebbero iniziare ad arrivare già entro l’estate con il decreto previdenza o il decreto povertà, entrambi annunciati, e che dovrebbero contenere, rispettivamente, modifiche a baby pensioni, pensioni di invalidità e pensioni di reversibilità, come proposto dal premier Renzi, o quella forma di assegno  universale a sostegno dei lavoratori prossimi alla pensione che perdono il lavoro, annunciato invece dal ministro Poetti.

Il ministro Poletti, solo qualche settimana fa, ha anche annunciato che si potrebbero avere novità pensioni nella prossima Legge di Stabilità, sempre che qualcosa si possa effettivamente realizzare per arrivare a definire modifiche concrete, contrariamente dallo scorso anno. Era stato infatti lo stesso Poletti ad annunciare modifiche alle pensioni anche nella scorsa Legge di Stabilità, modifiche poi slittate perché il governo Renzi si è concentrato su altri provvedimenti. Ma è possibile che già con la riforma della P.A. qualcosa cambi.

Nonostante, infatti, sia difficile che venga effettivamente approvato quel sistema di staffetta generazionale che consentirebbe uscite anticipate a fronte di assunzioni di nuovi giovani, con possibilità per i dipendenti di passare dal contratto full time a contratto part time, accettando allo stesso tempo una riduzione dello stipendio, si continua a lavorare in questa direzione che significherebbe permettere maggiore flessibilità agli statali, da estendere poi anche ai privati.

Dopo l’approvazione dei primi due decreti attuativi del Jobs Act, su contratto unico a tutele crescenti e nuovi ammortizzatori sociali, il terzo decreto dovrebbe prevedere un intervento, quello del salario minimo per tutti, a sostegno anche dei lavoratori che prossimi alla pensione perdono il lavoro. Ma, solo dopo l’eventuale decreto previdenza e povertà, dovrebbero essere messi a punto i piani di uscita anticipata su cui spingono forze politiche e sociali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il