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Riforma pubblica amministrazione: pensioni, corpi forze dell'ordine, mobilità, licenziamenti, blocco stipendi. Novità settimana

Ripresa la discussione sulla riforma della Pubblica Amministrazione: novità, misure e provvedimenti e come si avvia ad essere votata




E’ ripresa la discussione sulla riforma della Pubblica Amministrazione che si avvia a ricevere il voto finale entro l’estate e nel frattempo continuano ad essere presentati emendamenti e continua a subire limatura per la definizione della sua versione ufficiale. Il ministro Madia ha annunciato un'importante novità per gli statali, con modifiche che toccherebbero i licenziamenti, oggi impossibili, dei dirigenti, e prevederebbero l’introduzione di una Commissione super partes con il compito di valutare le competenze e le capacità dei dirigenti stessi.

Il ministro ha spiegato che “L’incarico sarà affidato per tre anni e sarà rinnovabile una sola volta. Chi non sarà confermato decadrà e tornerà nel ruolo unico in attesa di un nuovo incarico. Ma, se dopo un congruo periodo un dirigente continuerà a essere senza incarico perderà l’abilitazione fino a perdere il lavoro”. La Madia conferma però anche che, rispetto alle nuove norme previste dal Jobs act, “Resterà il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. Non è un favoritismo ma il lavoro pubblico è diverso: chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse”. Vediamo le misure al momento contenute.

Pensioni: Si attendevano novità per i prepensionamenti degli statali ma ad oggi ancora nulla. Potrebbero essere discussi alcuni emendamenti, a partire dalla staffetta generazionale nelle Pubbliche Amministrazioni e la possibilità per i ferrovieri di andare in pensione a 58 anni con 38 anni di contributi, ma è difficile che vengano approvati.

Licenziamenti: A differenza di quanto previsto dalle nuove norme del Jobs Act, restano per i dipendenti pubblici le possibilità di reintegro a lavoro, ma viene estesa anche ai dirigenti  inadeguati la possibilità di licenziamento, fino ad oggi impensabile. Il dirigente pubblico non solo potrà essere licenziato ma dovrà superare un concorso per l'abilitazione ed entrerà così nel ruolo unico dei dirigenti. L’operato del dirigente sarà sottoposto a controlli e osservazioni per capire se si stratta di dirigenti adatti per un determinato incarico e chi non sarà confermato decadrà dal suo ruolo in attesa di un nuovo incarico.

Contratti co-co-co e mobilità: Come stabilito dalle norme del Jobs Act, spariscono i contratti Co.Co.Pro anche nel comparto pubblico. Il ministro Marianna Madia, spiegando che sulle spalle di molti di questi lavoratori ci sono interi servizi delicati nella Pubblica Amministrazione, ha dichiarato che sarà avviato un percorso di assunzioni nei prossimi due anni e partirà anche un piano di ricollocazione dei dipendenti delle Province in mobilità.

Aumenti stipendi statali: Torna in discussione la possibilità di sblocco contratti e aumenti stipendi. Il ministro Madia ha deluso ogni aspettativa dei più ottimisti spiegando che al momento non c’è spazio nella riforma per questo provvedimento, ma la speranza è che dopo le conseguenze positive della nuova operazione di Qe della Bce e l’abbassamento dello spread si possa riparlare ella misura con la prossima Legge si Stabilità 2016.

Riforma corpo polizia: Il ministro Renzi lo aveva anticipato e al termine della riforma della P.A. i corpi di polizia subiranno certamente cambiamenti. L'intenzione è procedere ad un accorpamento della Forestale negli altri Corpi nella Polizia, con le funzioni di tutela ambientale e alimentare che resterebbero intatte, e da cinque corpi nazionali si dovrebbe passare a quattro, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Penitenziaria. Ancora da definire il futuro della polizia provinciale, che dopo la riforma Delrio, dovrà essere riorganizzata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il