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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, Mini Pensioni, contributivo seppur approvati possono essere come nulli

Età, contributi e requisiti richiesti dall’attuale riforma pensioni, misure di uscita anticipata per tutti e nuove discussioni: le modifiche in discussione potrebbero non bastare




La riforma pensioni Fornero ha innalzato i requisiti pensionistici per tutti, senza alcuna distinzione tra uomo e donna o tra diverse categorie di lavoratori, ha aumentato età anagrafica ed età contributiva, requisiti che si adegueranno, ogni due anni, all’aspettativa di vita Istat. Il primo scatto si verificherà dal primo gennaio 2016, l’età pensionabile salirà di quattro mesi e non si andrà più in pensione a 66 anni e tre mesi ma a 66 anni e sette mesi. E età e contributi necessari saliranno ancora di quattro mesi nel 2019 e così via. Questo adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita Istat potrebbe rappresentare un aspetto decisamente negativo rendendo quasi nulli quei piani di uscita anticipata e flessibile tanto agognati.

Mentre infatti il governo continua a lavorare su sistemi di uscita a quota 100, con prestito pensionistico, pensione anticipata con penalizzazioni decrescenti o incentivi, al contrario, per chi decide di rimanere anche fino a 70 anni, mentre i partiti politici continuano a rilanciare perché si approvino questi meccanismi in tempi brevi, e Damiano spinge ancora anche sul pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni dell’8% sulla pensione finale, è possibile che nulla di tutto ciò, anche se approvato, alla fine riesca davvero a garantire possibilità di uscita anticipata.

E il ragionamento suona piuttosto semplice: se l’età di pensionamento restasse fisso sui 66 anni e venissero approvati tali meccanismi di uscita anticipata allora si tratterebbe di garantire ai lavoratori che volessero lasciare prima il lavoro possibilità di uscita dal lavoro anticipata di qualche anno, ma, considerando il graduale aumento dell’età pensionabile, probabilmente questi sistemi non basteranno a garantire quella flessibilità richiesta da tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il