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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi in decreto previdenza o legge povertà. Per chi, con quali metodi, quando e come

Le novità e ultime notizie della settimana appena conclusasi riportano nuovi piani di intervento sulla riforma pensioni Fornero: quali sono e piani di interventi




Le novità e ultime notizie della settimana appena conclusasi riportano nuovi piani di intervento sulla riforma pensioni Fornero che continuano ad arrivare sul tavolo del governo, con partiti e forze sociali che ribadiscono la necessità di intervenire sulle pensioni attuali con forme di flessibilità capaci di ammorbidire i requisiti pensionistici oggi richiesti per lasciare il lavoro.

Età e contributi sono stati, infatti, notevolmente aumentati dalla legge Fornero, ministro dell’Economia Padoan e Ue sostengono si tratti dell’unica legge in grado di garantire sostenibilità economica all’Italia in questo momento di crisi, motivo per cui dovrebbe essere lasciata così com’è, mentre la Lega continua a ribadire che debba essere del tutto cancellata, con conseguente ritorno alle vecchie norme pensionistiche, e tutti gli altri si impegnano per definire nuovi interventi.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato che si potrebbero avere novità pensioni nella prossima Legge di Stabilità, che dovrebbe arrivare dopo l’estate, ma probabilmente alcuni interventi potrebbero essere già contenuti nel prossimo decreto previdenza o decreto povertà che dovrebbero essere presentati entro la prossima estate e prevedere tagli e modifiche a pensioni di invalidità e reversibilità e alle baby pensioni o quell’assegno universale annunciato dallo stesso Poletti. Probabile anche che con il terzo decreto della riforma del Lavoro venga approvata la misura del salario minimo, come proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, e cresce ancora l’attesa di capire se la riforma della P.A. conterrà, o meno, misure di prepensionamento per gli statali, anche se sembra difficile venga effettivamente approvato quel piano di staffetta generazionale proposto.

La riforma pensioni Renzi potrebbe dunque seguire un iter di diverse fasi che dovrebbe partire da quelle misure capaci di garantire tagli e conseguenti nuove risorse economiche da poter poi reimpiegare in ulteriori provvedimenti, proprio come quei piani di uscita anticipata che potrebbero richiedere l’impiego di ulteriori soldi, anche se prevedono comunque penalizzazioni a carico del lavoratore. Tra le misure considerazione, l’uscita a quota 100, somma di età anagrafica e anni di contribuzione, il prestito pensionistico, tra i sistemi più fattibili proprio perché non  richiede l’impiego di soldi e non modifica età e contributi richiesti dalla legge Fornero, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o staffetta generazionale.

Se questa novità dovesse effettivamente rientrare nella riforma della P.A. potrebbe essere estesa a tutti, esattamente come eventuali altre novità pensioni, e quindi dai lavoratori statali a quelli privati, per evitare discriminazioni, e garantire flessibilità, dunque, a tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il