Pensioni donne, vecchiaia,uomini riforma Governo Renzi: novità da diversi Comuni e Regioni sono anticipate rispetto Stato centrale

Dal Piemonte, alla Sicilia, da Trento, alla Calabria, sono diverse le misure di uscita anticipata per modificare la riforma pensioni già in vigore: quali sono e per chi valgono

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Dal Piemonte, alla Sicilia, da Trento, alla Calabria, sono diverse le novità in tema di riforma pensioni e sistemi per garantire maggiore flessibilità che continuano ad essere approvate nelle singole Regioni e città nell’attesa che il governo Renzi proceda all’approvazione di meccanismi capaci di rendere più flessibili per tutti i requisiti di accesso alla pensione. E’, infatti, passato troppo tempo da quando sono in discussione quei sistemi flessibili di prestito pensionistico, uscita a quota 100, staffetta generazionale, sistema contributivo per tutti, ma nessuno di questi piani ha trovato finora applicazione concreta tale da sostenere coloro che vogliono lasciare in anticipo il lavoro.

E mentre si attendono i nuovi incontri annunciati da presidente dell’Inps Boeri e ministro del Lavoro Poletti con i sindacati, di nuovo per discutere di riforma pensioni e soluzioni condivise, a Trento, sulla scia della nuova proposta di Boeri di redditi minimo per tutti, è stato già approvato  il reddito di garanzia per famiglie che vivono alle soglie della povertà, ma per ottenerlo bisogna rispondere a determinate condizioni, tutti i maggiorenni di nuclei familiari che, per esempio, possono lavorare devono obbligatoriamente partecipare a percorsi di inclusione sociale; o, in famiglie di provenienza musulmana, le donne devono entrare in un percorso di integrazione, frequentando corsi di lingua e cultura italiana.

In Calabria, invece, i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione, possono godere di uno scivolo che accompagnerebbe i dipendenti alla maturazione dei requisiti pensionistici con un’indennità supplementare, che però comporta la risoluzione immediata del rapporto di lavoro. L’obiettivo di questa misura è favorire una riorganizzazione degli uffici con l’inserimento di personale giovane, capace di rendere più competitivo il comparto della P.A. I provvedimenti di reddito minimo e staffetta generazionale della Calabria, seguono le misure di prepensionamento già approvate in Piemonte e Sicilia.

Anche in Piemonte, infatti, è stata approvata la staffetta generazionale per il prepensionamento di lavoratori più anziani e possibili nuove assunzioni di lavoratori più giovani e disoccupati. La staffetta è possibile per i lavoratori over 50, cui mancano tre anni di contributi per la pensione e a patto che siano dipendenti di un’azienda piemontese, che possono così passare al contratto part-time, permettendo all’azienda di assumere nuovi giovani. In Sicilia, invece, via libera all’uscita con quota 100 per i dipendenti regionali in esubero. E le misure in tal senso già approvate non finiscono qui, visto che lo scorso dicembre un accordo tra la compagnia assicuratrice UnipolSai e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil ha permesso l’uscita anticipata di 321 lavoratori in esubero con prestito pensionistico, pronti ad essere sostituiti da nuovi assunti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il