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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità da alcuni Comuni e Regioni anticipate rispetto Stato centrale

Forme di sostegno al reddito e soluzioni per favorire il prepensionamento dei dipendenti pubblici sono già in vigore negli enti locali.




Se da una parte il governo fatica a prendere il volo sulla riforma pensioni, ci sono novità e ultime notizie in ambito previdenziale che arrivano a livello locale. Nella maggior parte dei casi si tratta della previsione di forme di sostegno economico per gli assegni più bassi o di soluzioni per favorire l'uscita anticipata ovvero il prepensionamento. In questo caso i vantaggi sono di due tipi: la resa del sistema più flessibilità e il via libera al ricambio generazionale. Ecco allora che in Piemonte lavoratori over 50, che entro tre anni maturino i requisiti per la pensione, possono già trasformare il proprio contratto di lavoro in un part-time, ma solo se l'azienda coinvolta provveda all'assunzione contestuale di un giovane tra i 18 e i 32 anni a tempo indeterminato.

La stessa filosofia ha ispirato la giunta siciliana che ha approvato l'applicazione della cosiddetta quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione, come soglia da raggiungere per consentire l'uscita anticipata dei dipendenti regionali in esubero. Stando alle intenzioni, in 2.500 usciranno dalla scena lavorativa e 890 faranno il loro ingresso.

In Calabria viene invocata l'applicazione anche al triennio 2015-2017 della legge regionale 34 del 2010 (valida solo per gli anni dal 2011 al 2013) che prevede un meccanismo di scivolo fino alla pensione ovvero l'accompagnamento del dipendente regionale fino al raggiungimento dell'età pensionabile prevista dalla legge con una indennità supplementare, pari a 7 mensilità della retribuzione lorda risultante dalla media degli ultimi dodici mesi di servizio, per ciascuno degli anni necessari al raggiungimento dei limiti di età previsti dalla normativa.

Poi c'è l'esperienza del reddito di garanzia per le fasce economiche più a disagio, in vigore nella provincia autonoma di Trento. Ne possono beneficiare i residenti da almeno tre anni che accettino la sottoscrizione di un impegno alla ricerca attiva di un lavoro, che non siano accusati o condannati per reati per cui si prevede una pena edittale superiore ai tre anni di reclusione e si dichiarino disponibili all'accettazione di un impiego.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il