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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, contributivo, Mini Pensioni. Opinioni differenti a confronto fattibilità

Continua ad essere sempre più protagonista delle discussioni politiche la riforma pensioni Fornero: quali le novità e ultime notizie su modifiche




Continua ad essere sempre più protagonista delle discussioni politiche la riforma pensioni Fornero e la necessità di interventi che ne cambino i connotati, per lo meno per quanto riguarda requisiti di accesso al pensionamento. Età e contributi sono stati innalzati per tutti dalla legge Fornero e c'è chi non ci sta. E così è ormai da oltre un anno che si susseguono proposte di modifica e tra le novità e ultime notizie, il nuovo piano avanzato dalla Lega che propone un assegno minimo per tutti di mille euro.

Secondo il leader del Carroccio Salvini, la novità dovrebbe valere per tutti i lavoratori a prescindere dal reddito senza alcun vincolo di età, ma solo in considerazione del numero di anni e della effettiva contribuzione. E’ solo l’ultima proposta arrivata e che si inserisce nel già ricco dibattito pensionistico sui sistemi di uscita anticipata che dividono e mettono d’accordo forze politiche e sociali.

Tra uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico o mini pensione, pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, c’è chi sostiene alcuni meccanismi, chi invece ne è contrario, esattamente come sul sistema di ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, su cui non è d’accordo il ministro del Lavoro Poletti. A creare discussioni, in particolare, la proposta di uscita a quota 100 di Cesare Damiano, la proroga Opzione Donna, per cui si attendono ancora risposte ufficiali dal governo e su cui spinge anche la Lega, senza dimenticare che in Parlamento si è tornati a parlare della possibilità di uscita flessibile a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima.

Il provvedimento su cui si discute prevede che a decorrere dal primo gennaio 2014 i lavoratori con almeno 35 anni di età contributiva possano andare in pensione anticipata da 62 anni, requisito minimo, e fino massimo a 70 anni, con penalizzazioni sull’importo dell’assegno finale dall’8 al 2% se si decide di andare in pensione prima dei 66 anni. Al contrario, sarebbero previsti anche incentivi della stessa misura man mano che si decide di andare in pensione dopo i 66 ani e fino ai 70. Quasi tutti contrari a questa proposta, a partire dalla Lega, che invece sostiene l’uscita a quota 100, esattamente come i sindacati. Ma a questo piano sono diverse le forze politiche che vi si oppongono per le risorse economiche che prevederebbe.

Tra i sistemi ritenuti più fattibili, cui il governo potrebbe ricorrere per garantire maggiore flessibilità a tutti, quello del prestito pensionistico, ma anche della staffetta generazionale. Nel primo caso, si tratterebbe di permettere l’uscita anticipata al lavoratore che vuole andare in pensione prima, qualche anno prima rispetto ai 66 anni, ricevendo l’erogazione di un anticipo sulla pensione finale, pari circa a 700 euro, che dovrà poi essere restituito una volta maturati i requisiti pensionistici normali. Si tratta di un piano sostenuto da molti perché non richiede l’impiego di risorse ulteriori e perchènon modifica età e contributi richiesti dalla riforma pensioni Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il