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Pensioni usuranti e precoci riforma Governo Renzi: novità quota 100, prestito, mini pensione a rischio inutilità seppur approvate

Secondo novità e ultime notizie, si allontana anno dopo anno il traguardo della pensione. Che direzione prenderanno i cambiamenti alla legge Fornero?




La riforma pensioni Renzi deve tenere conto di tutti i dettagli della legge Fornero che prevede, anno dopo anno, lo spostamento in avanti del traguardo del ritiro dal mondo del lavoro. Anche per via dell'aumento delle speranze di vita, nel 2016 sarà possibile ritirarsi dal lavoro solo a a 66 anni e 7 mesi ovvero 4 mesi dopo rispetto agli attuali requisiti. Ecco allora che le varie ipotesi di cambiamento, come l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come tetto da raggiungere o l'introduzione del prestito previdenziale, devono essere necessariamente rimodulate con attenzione.

Eppure la necessità di riformare le pensioni anche per favorire un percorso di ricambio generazionale è testimoniato da una ricerca del Censis con la Fondazione Generali. I giovani di oggi guadagnano poco e anche da anziani non se la passeranno meglio. Le pensioni di chi oggi ha 30 anni, infatti, saranno molto basse. Il 40% dei lavoratori dipendenti tra i 25 e i 34 anni riceve uno stipendio netto non superiore ai 1.000 euro al mese e di questi il 65% alla fine del suo percorso lavorativo "avrà una pensione sotto i 1.000 euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti". Cifre desolanti, soprattutto se si pensa che la previsione della ricerca riguarda quei 3,4 milioni di giovani italiani che sono inseriti nel mercato del lavoro con contratti in qualche modo tutelati.

Ci sono, infatti, almeno altri 3 milioni di giovani che vivono di lavoro autonomo o che vanno avanti con contratti di collaborazione. La possibilità per tutti di assicurarsi una tranquilla vecchiaia, dipende dalla capacità - meglio dalla possibilità - che avranno di versare contributi con continuità. Questo perché la gran parte di essi vive in stato di assoluta precarietà, entrando e uscendo dal mondo del lavoro di continuo. Sul banco degli imputati, così, finisce per prima la riforma Fornero. "Chiediamo modifiche all'attuale sistema previdenziale e fiscale per ottenere pensioni adeguate per gli anziani di oggi e per quelli di domani", chiosa la Uil, commentando la ricerca. Fino a che punto la politica riuscirà a dare risposte concrete?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il