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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: realtà è assai lontana e differente da interventi indicati in Manovra Finanziaria

Interventi sulla nuova riforma pensioni nella prossima Manovra Finanziaria ma non solo: eppure le modifiche potrebbero non essere cos’ scontate e semplici da attuare




Interventi sulla nuova riforma pensioni nella prossima Manovra Finanziaria ma non solo: entro l’estate infatti si attendono anche decreto previdenza e decreto povertà che dovrebbero contenere revisione a baby pensioni, pensioni di reversibilità e di invalidità, nonché l’assegno universale annunciato dal ministro del Lavoro Poletti, primi passi che, stando a quanto da tanti dichiarato, ministro Poletti in prima fila, dovrebbero solo anticipare l’approvazione di quei piani di uscita anticipata che dovrebbero garantire maggiore flessibilità a tutti. Al vaglio del governo Renzi ormai da un bel po’, ma già allo studio del precedente governo Letta, piani che permetterebbero ai lavoratori che lo desiderassero di andare in pensione prima, come uscita a quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale.

Piani che, in realtà, avrebbero dovuto essere contenuti già nella scorsa Manovra Finanziaria che alla fine, dopo tanti annunci e tante parole di speranza, non ha previsto alcun intervento pensionistico se non quello, del tutto provvisorio fino al 2017, di eliminare le penalizzazioni previste per chi decide di andare in pensione prima. Il motivo per cui ogni altro intervento non è stato, invece, approvato è stata la mancanza di soldi necessari.

E per quest’anno potrebbe riproporsi lo stesso problema, motivo per il quale sembra ancora difficile che gli annunci che continuano ad arrivare trovino conferma. Nel prossime due Manovre, di 2016 e 2017, il governo dovrà riuscire nell’obiettivo di abbassare il deficit, cosa che porterebbe ad evitare quell’aumento dell’Iva tanto temuto. Se, infatti, non dovesse riuscire in questo intento, l’Iva aumenterebbe automaticamente dal 10% al 12 nel 2016 e al 13 nel 2017, mentre l’aliquota del 22% in due anni arriverebbe al 25%.

Inoltre, altro obiettivo del governo è diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie. Solo dopo si potrà pensare a novità sulle pensioni. E probabilmente non sarà così imminente come si continua ad annunciare, ma meno che non si ricorrerà a quei meccanismi che non richiedono soldi ulteriori ma che potrebbero garantire, al contrario, risparmi sul lungo andare, come l’estensione del sistema contributivo per tutti o anche quel ricalcolo contributivo per tutti avanzato dal presidente dell’Inps Boeri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il