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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi procede in silenzio più fuori da aule Parlamento ricche solo di annunci

E’ ripresa in Parlamento la discussione su piani di maggiore flessibilità pensionistica ma si studiano novità riforma pensioni anche fuori: la situazione




E’ ripresa in Parlamento la discussione su piani di maggiore flessibilità pensionistica, riportando in ballo il piano di uscita anticipata proposto da Cesare Damiano di pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o al contrario incentivi se si decide di rimanere oltre i 66 anni e fino ad un massimo di 70 anni. Ennesima discussione che probabilmente non porterà ad alcuna novità e non modificherà effettivamente la riforma pensioni Fornero.

E mentre le ultime notizie continuano a confermare nuove possibili modifiche pensionistiche nella prossima Legge di Stabilità, vista la situazione di Italia, il deficit da colmare, la pressione fiscale da abbassare per imprese e famiglie e il rischio di aumento Iva, sembra piuttosto difficile che gli interventi pensionistici annunciati diventino realtà.

Ma si continua a lavorare per garantire maggiore flessibilità per la legge Fornero nonostante il premier Renzi continui a tacere sulla questione pensioni. In realtà, il ‘silenzio’ è solo apparente considerando che poi in ‘segreto’ sembra che proprio il premier Renzi stia lavorando per intervenire sulle pensioni, conferme che arrivano dalla nomina  di Tito Boeri nuovo presidente dell’Inps, e dalla recente nomina del suo consigliere economico Gutgeld nuovo commissario per la spending review, entrambi personalità che hanno programmi di modificare delle pensioni, a partire dalla riforma della governance dell’Inps stesso, da parte di Boeri, per arrivare a ricalcolo contributivo, tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità e di reversibilità, a sistemi di uscita anticipata con penalizzazioni.

Sono nomine che sembrano far capire come, esattamente come quanto accaduto per riforma del Lavoro e Jobs Act, riforma della Scuola e le misure di indulto e amnistia, a decidere ‘il futuro’ sia essenzialmente il premier Renzi insieme al suo ‘gruppo di lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il