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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità leggi che per tutti erano approvate si scoprono ora bloccate

Novità riforma pensioni e blocco due leggi della riforma del Lavoro: quale legame tra lavoro e pensioni e importanza in modifiche sistema previdenziale




Sono stati già approvati dal Consiglio dei ministri due leggi, quella che correggeva alcune regole sulla maternità e quella che dovrebbe sostenere il passaggio di contratti precari in contratti a tempo indeterminato, provvedimenti che in Parlamento, però, dove sono attesi per il parere delle commissioni Lavoro, non sono ancora arrivati, tanto da risultare bloccati a causa delle modalità di gestione delle risorse pubbliche. Si tratta di un paradosso non indifferente considerando che le novità e ultime notizie di queste settimane si sono particolarmente concentrate sulle misure della riforma del Lavoro in cui questi due provvedimenti rientrerebbero e dati già per approvati.

E si tratterebbe di un ennesimo paradosso all’italiana, che ricalcherebbe quanto già sta accadendo da un anno ormai per quanto riguarda la discussione previdenziale. Modificare la riforma pensioni Fornero sembra l’obiettivo primario del governo Renzi da sempre, sin da quando, dal suo insediamento, lo stesso premier, in risposta alle tante necessità presentate, annunciava interventi di correzione della legge pensionistica, senza stravolgerla completamente e quindi lasciando in piedi la struttura di questa riforma pensioni che è capace di garantire sostenibilità finanziaria all’Italia in questo momento di crisi.

Eppure, ad un anno di distanza ancora nulla è stato fatto in tal senso. Anzi, continuano solo discussioni e annunci che non fanno ben sperare, considerando anche che per l’attuazione di modifiche concrete alle pensioni bisognerebbe valutare altre circostanze contingenti e vale a dire ala decisa riduzione del deficit, che allontanerebbe lo spettro dell’aumento Iva tanto temuto, per il prossimo anno. Si tratta di una decisione che verrebbe approvata nel caso in cui perdurasse nel nostro Paese una situazione di difficoltà come quella degli ultimi anni.

E ciò significa che il Paese avrebbe più che altro bisogno di accumulare risorse piuttosto che investirle, obiettivo ambivalente in riferimento alle pensioni, perché i sistemi di uscita anticipata al vaglio del governo è vero che potrebbero prevedere risorse economiche da impiegare all’inizio, ma potrebbero garantire nel lungo periodo anche notevoli risparmi.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il