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Imu terreni agricoli 2015: partiti, Comuni, associazioni contro decreto ufficiale. Nuove iniziative, ricorsi in attesa Tar Giugno

L’Imu sui terreni agricoli si paga entro il 31 marzo sulla base della classificazione Istat dei Comuni montani, parzialmente montani, e non montani ma ancora caos: attesa nuova decisione sentenza Tar il 17 giugno




Devono pagare l’Imu sui terreni agricoli entro il 31 marzo i proprietari dei terreni situati nei Comuni classificati dall’Istat come non montani; in quelli parzialmente montani sono esclusi dal pagamento solo i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali; mentre nei comuni non montani dovranno pagare tutti. Questi gli ultimi chiarimenti arrivati dal governo sulla questione tanto dibattuta del pagamento Imu sui terreni agricoli. Il nuovo testo approvato conferma il pagamento dell'Imu sui terreni, esentando, dunque, quelli classificati come montani, mentre in quelli parzialmente montani ne sono esclusi i coltivatori e gli imprenditori agricoli.

In totale sono 1.601 i Comuni in cui l’Imu si dovrà pagare per legge, con un gettito aggiuntivo di 268,7 milioni di euro, mentre è confermato il rimborso (su richiesta) per i contribuenti che hanno pagato ma non avrebbero dovuto. Tra le altre novità, il decreto prevede anche l’esenzione per le piccole isole (Pantelleria, Ischia, Eolie, eccetera) e una detrazione da 200 euro per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali proprietari di terreni che in base alla circolare del 1993 non pagavano.

Nonostante il decreto del governo, il Movimento 5 Stelle continua ad opporsi alla decisione di far pagare l’Imu sui terreni agricoli e ritiene che si tratti “una vera e propria patrimoniale sulla terra, nata solo per coprire lo spot degli 80 euro del governo Renzi e applicata senza considerare quello che dovrebbe essere l'unico vero elemento per riorganizzare la fiscalità agricola: la reale redditività delle colture, ma bensì basandosi su una classificazione altimetrica vecchia di vent'anni”.

Ed effettivamente i chiarimenti sono arrivati, M5S, altri partiti politici e ddiversi sindaci continuano ad essere contrari alla novità e non bisogna dimenticare che si attende ancora una nuova sentenza del Tar in programma il prossimo 17 giugno. Il Tar, infatti, dopo aver bocciato i vecchi criteri altimetrici si è detto contrario anche vai nuovi criteri di classificazione dei Comuni in montani, parzialmente montani e non montani, chiedendo all’Istat una relazione dettagliata per capire su quali basi siano stati distinti i Comuni. La nuova sentenza è attesa per Il 17 giugno, data che crea nuovo caos, giacchè immediatamente successiva alla scadenza degli acconti Imu 2015, fissati come sempre il 16 giugno, per cui se i criteri fossero ritenuti sbagliati si aprirebbe la questione rimborsi

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il