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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia Governo Renzi: riforma novità tra quota 100, prestito assegno universale cosa più probabile

Un assegno universale per chi perde il lavoro ma non solo: misura più fattibile al momento rispetto a piani di uscita anticipata e flessibile. Novità riforma pensioni Renzi




“Un assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l’obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro”: erano queste le parole del premier Renzi lo scorso anno, quando ancora presidente del Consiglio non era diventato ma quando era già ben evidente la situazione di difficoltà economica in cui versava la nostra Italia. A distanza di oltre un anno la situazione non è cambiata per niente e tra discussioni di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, ricalcolo contributivo e piani di tagli di ricche pensioni integrative, baby pensioni, e revisione di pensioni di invalidità e di reversibilità, sembra che l’ipotesi più vicina al momento sia quella di approvazione proprio dell’assegno universale per tutti.

Dopo il premier Renzi, a riproporlo solo qualche settimana fa è stato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha puntato l’attenzione sì sulle modifiche necessarie per rendere più flessibili i requisiti della riforma pensioni Fornero, partendo però “dal problema sociale più acuto delle persone più anziane che perdono il lavoro senza aver maturato i requisiti e rischiano di trovarsi in una terra di nessuno. Su questo tema siamo d'accordo con Boeri, lui sta facendo le simulazioni, poi vedremo il da farsi”.
    
L’idea dell’assegno universale per tutti potrebbe essere una misura fattibile più nell’immediato rispetto ai meccanismi si uscita anticipata come quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, perché si tratta di uno strumento già in vigore in quasi tutti i Paesi europei e che manca solo in Italia, che mette  tutti d’accordo e che, secondo quanto definito al momento dal presidente dell’Inps Boeri, dovrebbe essere erogato a tutti coloro che hanno tra i 55 e i 60 anni ed anche oltre, fino a quando non si trova un nuovo impiego o non si maturano i requisiti necessari per andare in pensione.

Si tratta di una misura che potrebbe finalmente rappresentare quella soluzione universale per tutti, ma per cui servono, tuttavia, nuove risorse economiche, problema che da sempre blocca interventi pensionistici, ma che potrebbero derivare da una migliore gestione dell’Inps stesso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il