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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: importante sostegno a sorpresa su nuova proposta pensioni uguali per tutti

Tutti in pensione con 35 anni di contributi e un assegno fisso indipendentemente dall’età anagrafica: la nuova proposta pensioni di Siri. Novità e ultime notizie




La riforma pensioni Fornero si arricchisce di una nuova proposta volta a modificarne i requisiti, proposta lanciata dalla Lega che sembra accogliere favori di quasi tutti, tra partiti politici e forze sociali. Si tratta di una novità che si inserisce tra gli altri piani di uscita anticipata e flessibile già al vaglio del governo Renzi ormai da un anno e che prevedono la pensione anticipata con quota 100, a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, con prestito pensionistico o con possibilità di estensione del sistema contributivo per tutti, tutti meccanismi che, a fronte di decurtazioni sugli assegni finali dei lavoratori, permetterebbero la possibilità di andare in pensione prima, con conseguente possibilità di assunzioni di nuovi giovani.

Si tratta dunque di piani che potrebbero rilanciare l’occupazione giovanile e di conseguenza l’economia in generale a che al momento sono ancora ben lontani dall’essere effettivamente approvati. Ed è in questo contesta che è arrivata la nuova proposta lanciata dal leader di Partito Italia Nuova Siri fatta propria e particolarmente appoggiata da Salvini ma anche dall’Inps stesso. La proposta prevederebbe la possibilità di pensionamento per tutti con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che diventerebbero mille al raggiungimento dei 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

La proposta di Siri riguarda soprattutto i giovani, cioè coloro che hanno iniziato a versare successivamente al 31 dicembre 1995 e che quindi devono calcolare la propria pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, con la possibilità di arrivare a percepire assegni molto bassi una volta terminata la loro vita lavorativa, tanto che alcuni studi ritengono già che i giovani precari di oggi saranno i poveri di domani. La nuova proposta varrebbe, però, anche per i lavoratori che maturato i 25 anni di anzianità contributiva purchè la loro aspettativa di pensione sia superiore ai mille euro al mese

Obiettivo della novità, come spiegato da Siri stesso, è garantire più soldi in busta paga e una prestazione pensionistica uguale per tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti, fissando un tetto di contributi a carico del datore che non potrà superare i 5mila euro all'anno. La restante parte sarà a carico del lavoratore che dovrebbe pagare un'aliquota del 10% della retribuzione media annuale sino ad un massimo complessivo di versamenti pari a 7.500 euro l'anno.

Secondo Nino Galloni del Collegio dei sindaci dell'Inps per conto del Ministero del Lavoro, “La proposta di Armando Siri renderebbe più conveniente per le imprese la stabilizzazione dei lavoratori più pagati, riducendo il cuneo, ma lasciando invariata la contribuzione a carico del lavoratore. Questa sembrerebbe una delle poche proposte in grado di contrastare l'errore gravissimo che si commise trent'anni fa volendo scambiare la flessibilità con l'occupazione invece che col salario”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il