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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità quota 100, mini pensione, part time in alcune città e regioni

Modificare la riforma pensioni Fornero con piani flessibili: alcuni già approvati in alcune Regioni e città. Quali sono e cosa prevedono




Modificare la riforma pensioni Fornero con maggiore flessibilità, garantire un reddito minimo a tutti e mettere in atto un ricalcolo contributivo necessari a ristabilire equità nel sistema pensionistico attuale: questa la ricetta del presidente dell’Inps Boeri per modificare pensioni e sistema previdenziale attuale, queste le linee guida condivise anche da altre forze politiche e sociali che, ad eccezione del ministro del Lavoro Poletti, un po’ scettico sul ricalcolo contributivo per tutti, puntano soprattutto sui sistemi di uscita anticipata come prestito pensionistico, uscita a quota 100, staffetta generazionale e part time, sistema contributivo per tutti. Piani in discussione ormai da oltre un anno e per cui si attendono ancora risposte concrete.

E nell’attesa che arrivino tali risposte, alcune Regioni e città hanno già deciso autonomamente di adottare qualcuno di questi piani. Ne sono un esempio le regioni di Sicilia, Piemonte, Calabria, e la città di Trento. Qui, infatti, sulla scia dell’intenzione del presidente dell’Inps Boeri, che ha intenzione di dare il via al reddito minimo per tutti, è stato già approvato  il reddito di garanzia per famiglie che vivono alle soglie della povertà ma per ottenerlo bisogna rispondere ad alcune condizioni. Per esempio, le donne di famiglia musulmana dovranno intraprendere percorsi di integrazione sociale frequentando, per esempio, corsi di lingua italiana; mentre i maggiorenni appartenenti a nuclei familiari in difficoltà dovranno dimostrare di impegnarsi nella ricerca di un lavoro.

Passando invece al caso della Calabria, è stato definito per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione uno scivolo fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici garantendo un’indennità supplementare, che comporta la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, per favorire l’inserimento di nuovi giovani nella P.A. In Piemonte, invece, via libera alla staffetta generazionale con part time per i lavoratori con più di 50 anni, dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi per la pensione.

Questi lavoratori possono passare al contratto part-time, lasciando possibilità di assunzione a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato a un giovane disoccupato, di età compresa fra i 18 e i 32 anni. In tal caso, l’azienda continua a pagare al lavoratore che sceglie il part time solo i contributi per l'orario ridotto e il resto saranno coperti dall'Inps. Pensione anticipata con quota 100, invece, in Sicilia per i dipendenti regionali in esubero. Il piano riguarderebbe circa 2.500 dipendenti regionali nel prossimo triennio e la contestuale assunzione di 890 nuovi giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il