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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Pil meno alto delle aspettative. Su due fronti è una indicazione negativa

Il Pil italiano è tornato a salire ma meno rispetto alle previsioni: situazione attuale e conseguenze per riforma pensioni Fornero




Il Pil italiano ha iniziato la sua ripresa ma la sua crescita non si attesta come previsioni volevano:  secondo il Centro studi di Confindustria, il Pil italiano viaggia verso un +0,2% nel primo trimestre e indica l’attesa di un recupero, spiegando che la stima è negativamente influenzata dall’inciampo della produzione industriale a gennaio (che potrebbe, però, essere ribaltato a febbraio) che ha fatto segnare un -0,7%. Dunque, il Pil cresce ma non come previsto. Si tratta, tuttavia, di una crescita economica importante per continuare sul percorso delle riforma strutturali allo studio del governo Renzi, tra cui la riforma pensioni.

Lo stesso premier Renzi, del resto, aveva annunciato tempo fa che se l’economia si fosse ripresa, permettendo l’impiego di risorse economica in altri interventi, si sarebbe potuto agire sulle pensioni, permettendo maggiore flessibilità ma anche quell’aumento delle pensioni minime con l’estensione, magari, del bonus di 80 euro anche ai pensionati. Ed ora il cammino della ripresa è iniziato, anche se non al ritmo previsto. Si dovrebbe spingere sull’acceleratore considerando i problemi di copertura per interventi stabiliti nella Legge di Stabilità e le due leggi approvate in Consiglio dei Ministri ma ancora non arrivate in Parlamento.

Le due leggi che sembravano ormai certe ma che, pur approvate, non sono ancora arrivate in Parlamento, sono quelle che correggono alcune regole sulla maternità e quelle sul passaggio di contratti precari in contratti a tempo indeterminato, ancora attesi, per la mancanza di soldi, visto che a bloccarli è il problema della corretta gestione delle risorse pubbliche. E questo quadro rende certamente più complesso qualsiasi eventuale intervento sulle pensioni perché se il Pil non dovesse alzarsi come previsto, sarebbe difficile anche ricevere quell’appoggio dall’Ue tanto sperato per modificare la riforma pensioni Fornero.

Se, dunque, da una parte c’è il rischio che il Pil cresciuto relativamente poco blocchi interventi sulle pensioni, dall’altra, rappresenta un fattore negativo anche per il valore degli assegni che anche l'anno prossimo rischiano di rimanere sempre uguali o addirittura più bassi, e significherebbe svalutare le pensioni per il secondo anno consecutivo. D’altro canto, è vero che l’inflazione non sale per il momento, ma con il nuovo QE della Bce c’è l’intenzione di farla salire e così il potere di acquisto dei pensionati perderebbe nuovamente di forza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il