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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: prepensionamento province e conseguenze per quota 100, Mini pensione, contributivo

Prepensionamenti del decreto enti locali e novità riforma pensioni per tutti: quali i prossimi passi e cosa potrebbe realmente cambiare




Andare in pensione prima con quota 100, derivante dalla somma di età anagrafica e contributiva, con sistema contributivo per tutti, con prestito pensionistico, o via all’assegno universale sono gli obiettivi che il governo Renzi si propone di raggiungere ormai da tempo in tema di riforma pensioni ma finora sono sempre stati tanti gli ostacoli da superare, dalla mancanza di risorse economiche per interventi necessari, all’opposizione dell’Ue. Ora nuovi spiragli di cambiamento, come confermano le novità e ultime notizie, potrebbe arrivare dalle misure della riforma della P.A. sui prepensionamenti dei dipendenti in esubero delle Province. Il nuovo decreto enti locali dovrebbe infatti riportare sistemi di uscita anticipata per i dipendenti delle Province in sovrannumero, risultato della riforma Delrio, o di mobilità.

Si tratta di provvedimenti che se approvati per gli statali potrebbero essere chiaramente estesi anche ai lavoratori privati e che potrebbero basarsi essenzialmente su piani di staffetta generazione e passaggio al part time, come approvato già in alcune Regioni come il Piemonte, o di uscita a quota 100, come invece già accaduto in Sicilia, o di prestito pensionistico. Nell’attesa che il governo dia risposte concrete, come accennato, alcune Regioni e città si sono già mosse in tal senso. Per esempio, nella città di Trento è stata approvata già l’erogazione di quel reddito minimo proposto anche dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, avanzato come assegno universale dal ministro del Lavoro Poletti.

In Piemonte, approvato il prepensionamento con staffetta generazionale e passaggio part time per i lavoratori con più di 50 anni, dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi al raggiungimento della pensione. Questi lavoratori possono passare al contratto part-time, lasciando possibilità di assunzione a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato a un giovane disoccupato, di età compresa fra i 18 e i 32 anni, e i loro contributi vengono pagati a metà tra azienda stessa e Inps.

In Calabria, infine, è stato messo a punto uno strumento di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici garantendo un’indennità supplementare, che comporta la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, con possibilità di assunzioni di nuovi giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il