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Pensioni vecchiaia, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità sostegno autorevole inaspettato per proposta pensioni uguali tutti

Le ultime notizie sulla riforma pensioni appoggiata dalla Lega: a tutti i lavoratori la stessa pensione indipendentemente dal reddito.




Ci sono importanti novità sulla riforma pensioni: è la proposta di ritirarsi con almeno 35 anni di contributi versati per ricevere un assegno previdenziale di 800 euro (o a 40 anni con 1.000 euro) per 14 mensilità indipendentemente dal reddito percepito durante la carriera lavorativa. A formularla è stato Armando Siri, leader del Partito Italia Nuova, e fatta propria da Matteo Salvini, numero uno della Lega. Nel dettaglio il datore di lavoro pagherebbe 5.000 euro fissi di contributi e il lavoratore il 10% l'anno. E gli autonomi? 3.500 euro di contributi per 35 anni danno diritto a 500 euro al mese; 3.500 euro per 40 anni di 600 euro. Il tetto dei 1.000 euro viene raggiunto con 5.000 euro l'anno per 40 anni.

Insomma, tutti i lavoratori percepirebbero la stessa pensione, indipendentemente dal reddito (si tratta dello stesso principio della flat tax) e tenendo fermi il principio di progressività e il differenziale della ricchezza. E a guadagnarci sarebbe anche il datore di lavoro perché pagherebbe 5.000 euro l'anno indipendentemente dal reddito dei dipendenti. Ma dal punto di vista economico, la proposta di Siri è sostenibile? Sì secondo Nino Galloni, membro effettivo del Collegio dei sindaci dell'Inps per conto del Ministero del Lavoro.

A suo dire l'ipotesi sarebbe in grado "di contrastare l'errore gravissimo che si commise 30 anni fa volendo scambiare la flessibilità con l'occupazione invece che col salario. Quell'errore produsse la precarizzazione e i bassi salari che rendono e soprattutto renderanno socialmente insostenibile l'attuale modello a contribuzione". Con il modo retributivo le pensioni venivano calcolate sui redditi medi degli ultimi 10 anni (2% per anno). Dal 2012 (riforma Fornero) opera solo il metodo contributivo con un coefficiente sul monte contributi. Fino al 1995 (riforma Dini) si applica il retributivo che ha continuato a operare fino alla Fornero solo per chi allora lavorava da 18 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il