Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità quota 100, prestito, contributivo da province prepensionamento

Le ultime notizie sulla riforma della pubblica amministrazione sono destinate a influenzare anche la riforma pensioni Renzi.

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Occorre guardare con attenzione alla riforma della pubblica amministrazione per capire le novità che potrebbero essere inserite nella riforma pensioni. Le misure previste per il personale pubblico, in particolare quelle relative al prepensionamento, alla mobilità, all'applicazione del part-time per favorire la staffetta generazionale, non possono creare disparità di trattamento con i lavoratori privati. Lo sanno bene Marianna Madia e Giuliano Poletti, rispettivamente ministri per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e del Lavoro e delle Politiche Sociali, impegnati ad armonizzare un sistema normativo complesso e a tratti confuso.

L'obiettivo è di rendere la legge Fornero più flessibile così da favorire l'uscita anticipata tenendo conto dell'allungamento delle speranze di vita. Non sarà semplice alla luce dei ristretti margini di manovra provocati dall'assenza di una sufficiente copertura economica. Tuttavia ci sono molti esempi locali, dal Piemonte alla Sicilia, che dimostrano come sia possibile aprire una vera stagione di ricambio generazionale fra giovani e anziani.

Il ddl Delrio su città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni è stato approvato giusto un anno dal Parlamento. Il provvedimento ridisegna confini e competenze dell'amministrazione locale in attesa della riforma costituzionale del Titolo V della Costituzione, l'ultimo passo prima dell'abolizione delle province che intanto diventano enti territoriali di area vasta, di secondo grado. Dal 2015, poi, le città metropolitane subentreranno alle province omonime (sindaco metropolitano sarà il sindaco del comune capoluogo). L'abolizione vera e propria, infatti, può essere attuata solo con legge costituzionale e rientra appunto nel ddl Boschi sul nuovo Senato che è stato approvato due settimane fa dalla Camera. Trascorsi i tre mesi di sospensione previsti dalle procedure di revisione costituzionale, sarà possibile procedere alla seconda lettura. L'agenda di palazzo Chigi prevede il varo entro il 2015 per poi procedere al referendum confermativo la prossima primavera.

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di Marianna Quatraro pubblicato il