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Dipendenti province esuberi, pensioni, mobilità, licenziamenti e riforma pubblica amministrazione: novità questa settimana

Primi piani di prepensionamento già avviati in alcune Regioni e città in attesa del decreto enti locali: le novità della riforma della P.A. e cosa si attende




Molti attendono le prime novità pensioni dall’esito delle discussioni sulla riforma della Pubblica Amministrazione che dovrebbe contenere provvedimenti di prepensionamento soprattutto per i dipendenti delle Province in esubero, per effetto dalla riforma Delrio, e intanto alcune Regioni e città hanno già deciso di adottare piani di prepensionamento, con quota 100, prestito pensionistico e staffetta generazionale, come accaduto già in Sicilia, Piemonte, Calabria. Per esempio, in Piemonte è stato dato il via libera alla staffetta generazionale con part time per i lavoratori con più di 50 anni, dipendenti da almeno cinque anni di un'impresa della regione, cui mancano tre anni di contributi per la pensione, lavoratori che passando al contratto part-time, lascerebbero il posto all’assunzione di nuovi giovani e continuerebbero comunque a ricevere regolare pagamento dei contributi previdenziali in parte dall’azienda, in parte dall’Inps stesso.

Anche le Province di Lucca e Benevento hanno avviato piani di prepensionamento per i loro dipendenti in esubero, intanto, entro il 31 marzo dovrebbe arrivare il decreto Province e le misure su mobilità e prepensionamenti statali della nuova riforma della Pubblica Amministrazione. Le Province avrebbero dovuto rendere noti gli elenchi dei propri dipendenti in esubero, destinati ad essere trasferiti ad altre amministrazioni pubbliche il primo aprile, ma a qualche giorno scadenza, sembra difficile che questo programma venga rispettato e le prime liste per la mobilità potrebbero arrivare verso la metà di aprile o anche più tardi in quelle Regioni dove a maggio sono in programma le elezioni.

La Corte Costituzionale ha, inoltre, bocciato i ricorsi delle Regioni Lombardia, Veneto, Campania e Puglia contro il ddl sulle Province di Delrio, giudicando infondate tutte le questioni di costituzionalità. La nuova riforma della P.A. prevede anche misure volte a cambiare la dirigenza pubblica, con nuove possibilità di licenziamento anche i manager non adatti alla loro posizione. La riforma prevede la creazione di una commissione super partes composta da tecnici con il compito di valutare quali dirigenti siano adatti a ricoprire gli incarichi più delicati.

Ognuno potrà mantenere il proprio incarico per un massimo di tre anni e il rinnovo della loro posizione non sarà scontata. Bisognerà, infatti, superare un concorso per l’abilitazione e ‘conquistarsi’ il ruolo di dirigente. Chi non sarà confermato, ricoprirà un ruolo unico in attesa di un nuovo incarico, mentre per i dirigenti che rimarranno senza incarico dopo un determinato periodo potrebbe essere previsto anche il licenziamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il